Liguria

Violenza sullo yacht, lo skipper resta in carcere. Sul passaporto la scritta “stupratore”


Genova. Prima di consegnare alla polizia di frontiera di Genova il passaporto del 30enne che la notte precedente l’aveva violentata nel sonno sul documento ha scritto in inglese “rapist”, stupratore.  Poi insieme all’amica ha raccontato ai poliziotti tutto quello che era accaduto quella sera a Loano.

Lo sbarco, l’aperitivo, la cena al ristorante dell’equipaggio, il ritorno sull’Alme Sol dove il comandante aveva offerto dell’whisky, fino alla violenza, che l’aveva svegliata dal torpore per fuggire in lacrime dall’altra parte della barca. La mattina dopo, insieme all’amica che lavorava con lei – le due ragazze, una inglese e una di Città del Capo si erano conosciute sono cinque giorni prima proprio per quell’imbarco – e che era sfuggita reagendo al tentativo di violenza nei suoi confronti,  è sbarcata in fretta. Voleva tornare a casa dalla sua famiglia, ma prima di tutto voleva denunciare quell’uomo.

Così dopo aver recuperato i loro passaporti hanno preso anche quello di lui e per non lasciare dubbi su quanto era accaduto lo hanno scritto in modo indelebile sopra al documento.

Oggi nel carcere di Pontedecimo il 30enne, difeso dall’avvocato Giovanni Marabotto di Milano e Celeste Pallini di Genova, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per la gip Elisa Campagna l’uomo deve restare in carcere.

C’è il pericolo di fuga visto che lo skipper quando è stato fermato dalla polizia di frontiera stava cercando di comprare un biglietto aereo per Barcellona e, in Italia, non ha alcun legame visto che vive sullo yacht dove lavora. A fuggire dall’Italia non c’è riuscito perché aveva la carta di identità spagnola scaduta e non aveva più il passaporto. Ha detto che lo aveva smarrito e quando è andato alla polizia di frontiera dello scalo genovese per fare denuncia è stato fermato.

Per la giudice c’è anche il rischio di reiterazione del reato vista la spregiudicatezza e la veemenza con cui con cui ha agito e poco conta che sia formalmente incensurato.

Dopo la convalida dell’arresto la gip si è dichiarata territorialmente incompetente (i fatti sono avvenuti nel savonese) e ha inviato gli atti al tribunale di Savona che delegherà la procura per gli ulteriori accertamenti.




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