San Benedetto, addio all’artista visionario Marcello Sgattoni. La Pietraia dei poeti il suo rifugio. Il sindaco Mozzoni: «Mai smesso di creare»
SAN BENEDETTO Lutto nel mondo della cultura e dell’arte sambenedettese. È morto a 91 anni lo scultore Marcello Sgattoni. Un artista, un visionario, un sognatore, un cacciatore di stelle, che ha dedicato tutta la propria vita all’arte, diventando un punto di riferimento nella cultura e nella tradizione sambenedettese.
Il percorso
Classe 1935, sambenedettese doc, fin da piccolo ha avuto il richiamo innato verso l’arte tanto che a dieci anni diventa allievo del pittore Armando Marchegiani.
A 25 anni decide di trasferirsi a Milano, dove vive un breve ma intenso periodo entrando in contatto con gli ambienti artistici della metropoli e con le avanguardie del momento che suscitano in lui il desiderio di ricercare nuovi mezzi espressivi.
Da qui l’incontro con la scultura attraverso cui affronta temi quali la violenza perpetrata dall’uomo sulla natura e le difficoltà dei rapporti umani nella società. Sgattoni avverte poi la necessità di isolarsi affrontando un percorso che lo porterà a utilizzare nuovi materiali che vanno dalle zolle, al legno, alle pietre, alle fascine, che modella insieme al ferro, al cemento, alla terracotta e ai mattoni e che spesso fa vibrare di colori intensi. Fonda la Pietraia dei Poeti in zona Barattelle più volte visitata dal critico Vittorio Sgarbi che lo apprezzava molto, tra le sue opere maggiori vengono annoverate la scultura Liberazione e l’altra in onore del generale Alberto Dalla Chiesa.
Sgattoni è ricordato anche dal Circolo dei Sambenedettesi di cui è stato socio ad honorem e a cui verrà dedicato una giornata in memoria. «Il suo messaggio artistico – spiega il presidente del Circolo, Gino Troli – nasceva da una vera anima popolare che toccava il sentimento di tutti attraverso la verità del suo cimento quotidiano con il linguaggio con cui uomo e natura si parlano e si intendono. Vogliamo citare l’opera posta all’entrata del Museo al Mercato Ittico, la famiglia marinara che dialoga in maniera perfetta con la Sacra Famiglia evangelica. Così la Casa del Vento a piazza Piacentini che resterà a dare eternità alla poetica artistica di Marcello». A sottolineare la simbiosi tra arte e natura che Sgattoni era riuscito a creare è anche il sindaco Nicola Mozzoni.
Il ricordo
«Fino all’ultimo non ha smesso di creare – dice il primo cittadino -, di osservare il mondo, di porre domande. Diceva che la sua vera scuola erano state la strada e la natura, e si sentiva in ogni sua opera: la terra, le pietre, il legno prendevano forma e diventavano volti, pensieri, memoria. Ha regalato alla nostra città la “Pietraia dei Poeti”, un museo che vive tra gli alberi e il cielo». Marcello lascia la moglie Ondina con Fiorenzo, Michela, Silvano e Ambra assieme ai nipoti Barbara e Francesco. L’ultimo saluto a Sgattoni si terrà questa mattina alle 10.30 presso la chiesa di San Benedetto Martire al Paese alto.




