La cagnolina randagia di Mari Ermi avrà una famiglia: storia a lieto fine per Mari
Cabras
L’educatore cinofilo Jacopo Fais lancia un appello alle istituzioni per la tutela dei “cani di nessuno”
Dalla scogliera di Mari Ermi arriva una storia a lieto fine. La cagnolina randagia che si cercava di mettere in sicurezza, ha imparato a fidarsi dell’uomo ed è stata finalmente presa: Mari avrà finalmente una famiglia che si occuperà di lei. Ora chi l’ha salvata lancia un appello alle istituzioni per una gestione più attenta del randagismo.
A raccontarlo è l’educatore cinofilo Jacopo Fais, che a maggio aveva lanciato un appello pubblico per rintracciare l’animale, segnalato tra Mari Ermi e Su Tingiosu.
La storia di Mari, questo il nome scelto per lei, era iniziata infatti circa tre mesi fa. “Si tratta di una cagnolina semi-ferale, abituata a vivere libera su una scogliera, sopravvivendo alla giornata con gli avanzi dei camperisti, dei chioschi e adattandosi alla vita da randagia. Quando fu incontrata per la prima volta era una cucciolona, completamente infestata da pulci e zecche”, ha spiegato Fais, che ripercorre i primi passi del percorso che l’ha portato ad avvicinarsi all’animale.
“All’inizio andavo lì da solo, quasi tutti i giorni, per portarle da mangiare e conquistare la sua fiducia, somministrandole anche i primi antiparassitari. Con tanta pazienza si è creato un legame: Mari ha imparato a riconoscere il mio fischio, ad arrivare quando la chiamavo e a seguire la mia auto. Successivamente, anche poche altre persone si sono unite per dare una mano e occuparsi di lei”, ha raccontato.
Dietro a questo rapporto c’era però un’urgenza fondamentale. “Essendo una cucciolona, il rischio imminente era l’entrata in calore e il conseguente arrivo di cucciolate indesiderate, un fattore che alimenta drasticamente la crescita esponenziale del numero di cani vaganti ogni anno”, ha sottolineato lìeducatore cinofilo.
Ma dopo tre mesi di tentativi e di sforzi costanti, Mari è stata finalmente presa e messa al sicuro. “Adesso ha già una famiglia che l’aspetta e per lei inizierà l’iter sanitario completo – tra vaccini, test e sterilizzazione – prima dell’affido definitivo”, ha annunciato Fais.
Mari è stata fortunata, ma altri cani purtroppo non lo sono. “Il punto centrale che si vuole evidenziare, tuttavia, va oltre il lieto fine di Mari. La sua vicenda deve accendere i riflettori sul problema strutturale dei cani vaganti, incustoditi e non sterilizzati, i cosiddetti cani di nessuno, che continuano a proliferare nel territorio”, ha concluso Fais. “Questo salvataggio ha comportato un grande sforzo economico e di tempo da parte di privati, un impegno che ovviamente non può essere sostenuto dai singoli per ogni singola emergenza. Per questo motivo, l’obiettivo è lanciare un appello affinché le istituzioni facciano la loro parte, trasformando la storia di Mari in un punto di partenza per migliorare la gestione e la prevenzione del randagismo sul territorio”.

Venerdì, 7 agosto 2026
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