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Gli ultimi drammatici giorni di Maradona: “Non voleva più niente…”

Aveva perso la voglia di vivere, Diego Armando Maradona, abbandonato al suo destino in una disordinata casa di Tigre, in Argentina. Reduce da un intervento alla testa, in realtà non si era mai ripreso ma stava sempre peggio. Nell’indifferenza generale o quasi di chi lo circondava, secondo le accuse che hanno portato al processo in corso in Sudamerica.

“Negli ultimi giorni di vita, le sue condizioni sono peggiorate. Non si alzava dal letto, non voleva mangiare, non voleva cambiarsi i vestiti nè lavarsi. Non voleva nemmeno un massaggio. Ero lì nel caso mi chiamasse, ma non voleva niente”, racconta Nicolàs Taffarel, il massaggiatore che si recava a casa di Diego Armando Maradona, durante una delle udienze del processo sulla morte del leggendario campione, come riporta Infobae.

“Aveva le gambe gonfie. L’edema non diminuiva, anzi peggiorava sempre di più. Ho chiesto se prendesse dei diuretici, e l’infermiera mi ha risposto di no, che glieli avevano sospesi. Non so da chi”, ha aggiunto Taffarel che ha confermato di aver condiviso le sue preoccupazioni con Leopoldo Luque, uno dei medici, tra i principali imputati, con il quale era in contatto quotidianamente.

“I medici mi hanno detto di stare tranquillo, che queste cose sarebbero passate. Quando si è nervosi, si ha fiducia che passerà, che tutto si risolverà. Ma non è successo”, è la sua conclusione.

Diego, il più grande calciatore di tutti i tempi, idolo delle folle in ogni angolo del pianeta, si spense nell’indifferenza di chi gli stava accanto in quel momento e avrebbe dovuto curarlo il 25 novembre del 2020. Ora un tormentato processo sulla sua morte, partito, poi cancellato, adesso ripartito, vede imputati sette membri dell’èquipe medica dell’ex campione che fece grande il Napoli.


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