Calabria

Dal fiume al mare, e ogni dato pubblicato: ARPACAL fa un bilancio dei controlli straordinari della stagione 2026

ARPACAL ha trasmesso alla Regione Calabria la relazione conclusiva sul progetto strategico «Fiumi, Foci e Mare 2026», realizzato per rafforzare il presidio ambientale durante la stagione balneare. Dal 24 marzo al 16 settembre l’Agenzia ha effettuato 204 campionamenti, eseguendo complessivamente 1.158 determinazioni microbiologiche, chimiche e fitoplanctoniche. Il progetto ha affiancato al monitoraggio ordinario delle acque di balneazione un’attività straordinaria concentrata sulle aree maggiormente esposte a pressioni ambientali: foci, torrenti, canali, sbocchi e tratti di mare interessati da segnalazioni. Il progetto segna il passaggio dal controllo del singolo punto a un sistema integrato, preventivo e georeferenziato, capace di produrre informazioni utili per orientare gli interventi degli enti competenti.

I risultati

I risultati si affiancano al quadro del monitoraggio ordinario della balneazione, che colloca oltre il 97 per cento delle acque calabresi nelle classi di qualità «eccellente» e «buona». Le attività chimiche hanno interessato 94 campioni, per un totale di 774 determinazioni comprendenti nutrienti, tensioattivi, idrocarburi, metalli e parametri utili a distinguere gli apporti civili da quelli industriali, agricoli o di origine naturale. Venti campioni sono stati inoltre sottoposti ad analisi microscopica per identificare e quantificare le microalghe presenti: in nessun caso sono state rilevate proliferazioni di microalghe potenzialmente tossiche, e le alterazioni cromatiche osservate in diverse località sono state ricondotte a fioriture non tossiche.

Tecnologie e continuità operativa

Il dispositivo di controllo ha integrato campionamenti tradizionali, droni aerei, drone acquatico, mezzi nautici, laboratorio mobile e schede georeferenziate corredate da coordinate, immagini, osservazioni di campo ed esiti analitici. Le attività di campionamento e analisi si sono svolte in 46 giornate, 21 delle quali ricadenti nei fine settimana o in giorni festivi: il presidio ha coperto tutti i weekend compresi tra il 27 giugno e il 6 settembre, compresa la giornata di Ferragosto, assicurando anche la riverifica dei punti risultati temporaneamente non conformi.

Le attività sono state possibili grazie all’impegno del personale che ha garantito la continuità delle attività sul territorio e nei laboratori, anche nei giorni festivi. È un patrimonio professionale che ARPACAL mette al servizio della Regione, delle amministrazioni locali e dei cittadini.

Il presidio quotidiano delle coste: quattro imbarcazioni e quattro droni d’acqua

Accanto all’attività di controllo e di laboratorio, su indirizzo della Giunta regionale ARPACAL ha attivato un monitoraggio giornaliero delle coste con quattro imbarcazioni e quattro droni d’acqua. I mezzi hanno operato sia all’interno delle aree adibite alla balneazione sia nella fascia fino a trecento metri dalla riva, mitigando l’effetto che riguarda la formazione di schiume superficiali e il recupero dei rifiuti galleggianti. Fra i materiali recuperati figura anche un carrello della spesa, un ritrovamento che colpisce, e che vale più di molte statistiche: il mare restituisce ciò che arriva da terra. Il rifiuto galleggiante, come il carico microbiologico misurato alle foci, non nasce in acqua, vi arriva attraverso canali, corsi d’acqua e comportamenti che si formano a monte. Ed è esattamente lì che l’agenzia ha scelto di concentrare le attività tecniche.

L’integrazione fra le due linee di attività, il controllo analitico che individua le pressioni e il presidio quotidiano che interviene sulla superficie del mare, consente di agire sia sulla causa sia sull’effetto, restituendo agli enti competenti un quadro utilizzabile per le decisioni di loro competenza.

Il valore pubblico del dato: pubblicato, aggiornato, consultabile da chiunque

L’elemento di maggiore innovazione della stagione non riguarda soltanto gli strumenti di misura, ma il trattamento del dato dopo la sua produzione. I risultati sono stati pubblicati sul portale istituzionale dell’Agenzia in forma tabellare aperta e aggiornati progressivamente, man mano che i referti venivano emessi: per ciascun campione sono consultabili la matrice, il numero di verbale, la data e l’ora del prelievo, il comune, la descrizione del punto, le coordinate geografiche, i valori analitici e l’esito.

Gli stessi dataset, quelli dei controlli straordinari e quelli del monitoraggio ordinario della balneazione, hanno alimentato l’app regionale CalabriAmbiente, che li ha messi a disposizione del cittadino insieme agli altri dati ambientali del territorio. Chiunque, dal bagnante all’amministratore locale, dal giornalista al ricercatore, può risalire al singolo campione e verificarne l’esito senza intermediazioni.

La scelta comporta un’assunzione di responsabilità precisa. Nelle tabelle compaiono anche i campioni ancora in lavorazione, contrassegnati come «analisi in corso»: non si attende il quadro completo per comunicare, e si comunica anche il tempo dell’attesa, che è esso stesso un’informazione pubblica. A ciascun referto è stata affiancata una spiegazione comprensibile: perché nei corsi d’acqua non si applicano i limiti della balneazione, che cosa significa una fioritura algale non tossica, che cosa distingue un apporto civile da uno naturale.

La rete degli interventi è stata attivata attraverso segnalazioni di cittadini, associazioni, amministrazioni locali, Capitanerie di porto e Guardia Costiera, raccolte anche tramite la piattaforma regionale «Difendi l’ambiente». Ogni segnalazione è stata tradotta in un punto di controllo georeferenziato e restituita con un esito verificabile. Perché la trasparenza del dato ambientale è parte integrante dell’attività di controllo. Il dato ambientale è un bene pubblico e va trattato come tale: tempestivo, georeferenziato, spiegato e accessibile anche quando risulta scomodo. Pubblicare i risultati spiegandone correttamente il significato consente di contrastare allarmismi e semplificazioni e rafforza il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni: la trasparenza sui diciotto campioni non conformi vale, in termini di fiducia, quanto la comunicazione dei centocinquantaquattro conformi.

Le prossime azioni

Il quadro emerso conferma la qualità complessiva delle acque costiere calabresi e indica la necessità di concentrare le prossime azioni sulle pressioni provenienti da terra, con particolare attenzione a foci, canali, reti fognarie, sistemi di depurazione, di competenza degli enti gestori. La relazione non comprende gli esiti dei controlli eseguiti a supporto delle Forze dell’ordine e dell’Autorità giudiziaria, soggetti a un distinto regime di trattazione e pubblicità. Le attività riguardanti gli scarichi e gli impianti di depurazione saranno illustrate in uno specifico rapporto entro la fine dell’anno.


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