Il giallo delle sacche di sangue andate distrutte al centro trasfusionale del Galliera: indaga la squadra mobile

Genova. Sarà depositata in procura in queste ore la denuncia contro ignoti presentata mercoledì in Questura dalla direttrice sanitaria dell’Azienda ospedaliera metropolitana (Aom) Marta Caltabellotta dopo che nei giorni scorsi 75 sacche di sangue sono andate deteriorate al centro trasfusionale del Galliera.
La notizia è stata anticipata dal Secolo XIX e confermata dalla stessa direttrice sanitaria dell’Aom: “A fronte della gravità dell’evento, l’azienda ha disposto l’immediata attivazione di un’indagine interna finalizzata ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità connesse all’accaduto – spiega Caltabellotta – e contestualmente, è stata presentata formale denuncia alle competenti autorità, affinché siano svolti gli accertamenti di rispettiva competenza”.
L’episodio risale alla notte tra domenica e lunedì. Cosa sia accaduto non è ancora chiaro, ma quel che è certo è che tra la chiusura serale del centro e la riapertura dello stesso la mattina successiva la porta di una frigoemoteca (lo speciale frigorifero dove vengono conservate le sacche della donazioni) è rimasta aperta rendendo il sangue inutilizzabile per terapie e interventi chirurgici.
Un danno molto grave soprattutto in questo periodo dell’anno in cui le donazioni sono in calo fisiologico a causa delle ferie di tanti genovese e il caldo estremo che disincentivano anche i donatori più indomiti e ogni scorta diventa ancora più preziosa.
La procura aprirà un fascicolo delegando quasi certamente agli accertamenti agli investigatori della squadra mobile anche perché accanto all’ipotesi dell’incidente dovuto a una disorganizzazione se ne è affacciata un’altra, secondo la quale si sarebbe trattato di danno volontario, un vero e proprio sabotaggio legato al passaggio del Centro Trasfusionale del Galliera all’Aom come ramo d’azienda.
Nella denuncia viene ricordato anche l’incendio che il 5 maggio, pochi giorni dopo il passaggio all’Aom, aveva interessato il quadro elettrico del centro trasfusionale.
La notte tra domenica e lunedì un allarme avrebbe dovuto segnalare che la porta era aperta, ma non è chiaro se sia stato disattivato (alcune fonti interne all’ospedale spiegano che il frigo era difettoso e l’allarme suonava quindi spesso) oppure sia stato ignorato. E proprio questo aspetto dovrà essere chiarito dagli investigatori anche grazie alle telecamere e alla testimonianze del personale dell’ospedale.




