Friuli Venezia Giulia

Disagio giovanile nei musical contemporanei

06 agosto 2026 – ore 09:00 – Ci sono storie che, pur cambiando epoca, continuano a parlare lo stesso linguaggio, quello dei giovani, delle loro paure, del bisogno di essere accettati, della ricerca di un’identità e, troppo spesso, della violenza come risposta all’incomprensione. È questo il fil rouge che ha attraversato lo spettacolo “Bulli e botte. Da West Side Story a Dear Evan Hansen, nato da un’idea di Rossana Poletti, direttore organizzativo e di produzione dell’Associazione Internazionale dell’Operetta del Friuli Venezia Giulia e andato in scena ieri sera al Giardino del Museo Sartorio. Le note di America, Tonight, Maria, I Feel Pretty, seguite da For forever, Only us e You will be found hanno accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso due dei musical più significativi della storia. Intrecciando canto, recitazione e narrazione, i bravissimi Stefania Seculin e Gianluca Sticotti hanno dato vita ad uno spettacolo coinvolgente, capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di riflessione sociale, raccontando come il mondo giovanile, seppur cambiato negli ultimi sessantacinque anni, sia rimasto sorprendentemente simile nelle sue fragilità.

Il punto di partenza è stato il 1957, anno del debutto di West Side Story. Nella New York delle bande rivali, gli Sharks e i Jets si affrontano in una guerra di quartiere fatta di coltelli, orgoglio e senso di appartenenza. Dietro la storia d’amore impossibile tra Tony e Maria si cela però un racconto universale, quello di ragazzi costretti a costruirsi un’identità attraverso il conflitto, incapaci di trovare ascolto nel mondo degli adulti. Una vicenda che richiama inevitabilmente quella di Romeo e Giulietta e che ha offerto lo spunto ai due interpreti di emozionare il pubblico con brani come I’m kissing you  e Un giorno per noi tratti rispettivamente dai film William Shakespeare’s Romeo + Juliet e Romeo & Giulietta di Franco Zeffirelli.

Abbandonati i temi delle grandi commedie musicali i due artisti hanno conquistato gli spettatori con brani di Marco Mengoni, Arisa, John Lennon, Bob Dylan e Christina Aguilera, sempre legati al tema dell’accettazione di se stessi e degli altri, alternando con naturalezza momenti di grande energia corale ad altri più raccolti e intensi. I duetti dei due protagonisti sono stati tra i momenti più emozionanti della serata. La qualità vocale, l’intesa artistica e la straordinaria intensità interpretativa hanno regalato al pubblico autentici brividi, rendendo ancora più coinvolgenti pagine celebri del teatro musicale, del cinema e della musica pop contemporanea.

Accompagnati al pianoforte da Rossella Fracaros, Sticcotti e la Seculin hanno infine posto l’attenzione sul musical Dear Evan Hansen, mostrando come, sessantacinque anni dopo West Side Story, il teatro racconti una gioventù solo apparentemente molto diversa. Le lame hanno lasciato il posto agli schermi, le bande ai social network, le risse ai silenzi. Il dolore, però, è rimasto sorprendentemente lo stesso. Evan non combatte contro un nemico esterno, ma contro l’ansia, la solitudine e il desiderio quasi disperato di sentirsi visto e riconosciuto. La violenza non esplode necessariamente in un pugno, si consuma dentro, trasformandosi in isolamento, depressione e autolesionismo. L’interpretazione dei due artisti ha saputo cogliere con sensibilità questo passaggio, costruendo un ponte ideale tra due musical simbolo di epoche lontane, ma accomunate dalla stessa domanda: quanto pesa il bisogno di essere accettati?

Un applauso convinto ha salutato il cast al termine della rappresentazione, premiando uno spettacolo che non ha avuto la pretesa di offrire risposte al disagio delle giovani generazioni, ma ha saputo invitare il pubblico a riflettere. Perché, in fondo, i giovani continuano ad avere bisogno della stessa cosa di sessantacinque anni fa, qualcuno che li ascolti davvero, prima che le parole lascino il posto ai pugni. E le botte del titolo non sono soltanto quelle che si vedono. Sono anche quelle invisibili, che feriscono l’autostima, alimentano la solitudine e incrinano la serenità di tanti ragazzi.

Articolo di Silvia Fatur




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