Assisi, bagno di folla con i giovani per papa Leone
Folla ed entusiasmo all’arrivo del Papa a Santa Maria degli Angeli. Papa Leone non appena sceso dall’auto si è concesso ai giovani che lo stavano attendendo ai due lati delle transenne all’esterno della Basilica francescana, stringendo piene mani, benedicendo e andando incontro all’abbraccio dei giovanissimi ed anche qualche mamma con bambino. Tanti i ragazzi e le ragazze che immortalano il momento con gli smartphone.
Il Pontefice, ad Assisi per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco, partecipa alla conclusione dell’evento «GO! Franciscan Youth Meeting 2026», che riunisce oltre 2.500 ragazzi provenienti da tutto il mondo.
«Sta scomparendo, quasi ovunque nel mondo, la stabilità delle società tradizionali, quella per cui intere generazioni potevano vedere soltanto minimi cambiamenti nel corso di una vita. Al loro interno tutto era molto regolato e predeterminato. Allora la testimonianza della Chiesa invitava a non adagiarsi in un destino già scritto, a discernere il valore di ogni singolo gesto in rapporto all’eternità. Oggi, invece, con una lettura a volte confusa della libertà, ci illudiamo che la vita non si risolva mai una volta per tutte, perché il contesto in cui abitiamo muta rapidamente e cambiamo parecchio anche noi. Con ciò, però, aumentano anche la paura e la possibilità di perdersi. In questo contesto, il coraggio di compiere una scelta definitiva è forse l’atto più rivoluzionario», ha detto il Papa dialogando con i giovani ad Assisi e rispondendo in particolare a una domanda su come contrastare il “provvisorio“: «Decidere per sempre – esorta il Papa – non ci rinchiude in una gabbia, ma ci apre a un dinamismo più grande. Amare è un esodo, una strada da scoprire».
«La fede, la fiducia, l’affidabilità – sottolinea – rivelano qui il loro indissolubile intreccio», «nella fede smascheriamo l’illusione che i problemi si risolvano scappando, o tradendo, o provando a fare pochi passi su strade sempre diverse, senza mai andare lontano. Si possono infatti moltiplicare esperienze, contatti, consumi, restando però sempre allo stesso punto. Il costo umano è alto e il vuoto interiore è profondo. Non di rado si arriva a usare le persone e a esserne usati. Il ‘per semprè, allora, è una grazia alla quale Dio stesso ci aiuta a rispondere».
«È un’avventura in cui nessuno deve sentirsi solo», aggiunge Leone parlando quindi di sè: «Nella mia esperienza il Signore non mi ha mai lasciato solo: mi ha sempre accompagnato, donandomi anche delle persone con le quali camminare. Così, nella vocazione ad essere sacerdote, membro della comunità agostiniana, missionario, ho trovato come una luce che mi ha guidato fino ad oggi, fino a quando ho dovuto dire ‘sì’ a una chiamata tutta speciale: quella ad essere Papa».
Source link




