Isonzo a rischio “punto di non ritorno”
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. E’ a rischio “la sopravvivenza del fiume e della numerosa fauna ittica che contiene”. A dirlo nero su bianco in una nota riguardo lo stato di salute dell’Isonzo è Legambiente Gorizia, fortemente preoccupata per la sofferenza manifestata dal corso d’acqua in questo periodo siccitoso. Il letto del fiume, scrive l’associazione, “si trova in situazione di magra ormai da diverse settimane con portate d’acqua ogni giorno minori, come testimoniato anche dai grafici messi a disposizione da ARSO, l’Agenzia slovena per l’Ambiente: segno che anche nei bacini a monte di Salcano la disponibilità è scarsa”. Legambiente esprime quindi il timore “che si stia per raggiungere il punto di non ritorno” sia per il fiume che per gli animali che esso contiene.
“Già nel 2003 la Commissione mista italo-slovena per l’idro-economia – aggiunge Legambiente – chiedeva ad un suo gruppo di lavoro incaricato di redigere il Piano di bacino dell’Isonzo e di “individuare e proporre le procedure ottimali per regolare il rilascio delle acque dell’Isonzo per il loro utilizzo in periodi di siccità. Cosa è stato fatto – si chiede l’associazione – da allora?”
La preoccupazione è che si ripeta quanto avvenne nell’estate 2022, quando ci furono gravi morie di pesci.
Legambiente domanda quindi se le autorità italiane e slovene “abbiano tratto le lezioni del caso da quegli eventi e siano pronte ad intervenire per rilasciare il deflusso ecologico, quantitativo d’acqua in grado di garantire la salvaguardia della struttura naturale dell’alveo”.
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