San Benedetto, a Ferragosto il pesce a peso d’oro (in attesa del fermo). Tutti i prezzi
SAN BENEDETTO Gasolio alle stelle e il prezzo del pesce si impenna. Si annuncia un Ferragosto con il caro pesce, mentre è partito il conto alla rovescia per il fermo che comincerà il 16 agosto e durerà fino al 29 settembre. Il prezzo del gasolio in questi giorni oscilla da 1,17 a 1,20 euro al litro.

Le reazioni
«Una tombola – commenta Pietro Ricci, presidente dell’Organizzazione di produttori marineria sambenedettese Scarl – ma per il momento non faremo alcuna manifestazione o alcuno stop.
Stiamo aspettando il fermo pesca con la speranza che quando torneremo in mare il prezzo del gasolio sia sceso, quindi tireremo avanti per queste due settimane».
Nei giorni scorsi il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida aveva firmato un decreto utile a garantire un credito d’imposta fino al 20% per gli acquisti di carburante effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, con una dotazione di 10 milioni di euro. «Si tratta di una notizia positiva per la marineria sambenedettese – ha detto Massimo Sandroni, direttore della Cia Marche che ha istituito la sezione Pescagri – ed è una misura prevista per il credito d’imposta riservato alle imprese ittiche per l’acquisto di gasolio». Resta il fatto che un prezzo così importante per il gasolio fa diventare insostenibile il costo della pesca e sono inevitabili i riflessi sul costo del pescato. La speranza è che dopo il fermo, i prezzi comincino ad abbassarsi.
I prezzi
All’asta di ieri mattina presso il mercato ittico sono state superate le cifre al chilo di venerdì scorso che già erano sembrate alte. Dal calamaro che presenta una forchetta dai 27 ai 28 euro al chilo, così la sogliola che sfiora i 36 euro al chilo, lo scampo va da 41,60 a 38,60 euro e sarà comunque un lusso portarlo in tavola, la mazzancolla grande ha una forchetta tra 27 e 34 euro, mentre il San Pietro da 28 a 35 euro a seconda delle dimensioni; la gallinella è ferma a 30,30 euro qualsiasi sia la grandezza, le stesse pannocchie grandi vanno dai 15 ai 18 euro, lo scorfano da 16 a 22 euro.
Già venerdì scorso all’asta la pannocchia grande stava a 14,36 euro, la zanchetta mezzana a 7,88 euro, lo scorfano grande a 18,23 euro, fino all’aragosta che aveva raggiunto i 74,60 euro al chilo. Tra l’altro queste sono le cifre all’asta che una volta approdate alla vendita al minuto sono destinate ad aumentare.
L’indotto
Un inasprimento dei prezzi che avrà ripercussioni sia sul settore commerciale che quello della ristorazione. Tutto l’indotto, quindi, risente di tali importi che sono lievitati nelle ultime settimane. In piena estate albergatori e ristoratori si trovano alle prese con prezzi alle stelle e non potranno certo togliere il pesce dai menù turistici, soprattutto in queste due settimane di vigilia del fermo pesca dove la richiesta aumenta. In questo periodo ci sono anche coloro che fanno scorte per non rimanere senza pescato dell’Adriatico dopo Ferragosto anche se non mancheranno i prodotti del Tirreno e della Croazia quindi non si resterà senza pesce ma si dovrà fare a meno della frittura e in particolare non si troveranno calamari, seppie e zanghette.




