Case, cambiano le regole: più rinnovabili anche nelle ristrutturazioni

Entrano in vigore nuove regole per la riqualificazione energetica degli edifici. Il decreto legislativo n. 5/2026, che recepisce in Italia la direttiva europea Red III (Direttiva Ue 2023/2413), amplia infatti gli obblighi di integrazione delle fonti di energia rinnovabile (Fer), estendendoli a una platea più ampia di interventi edilizi rispetto al passato.
La novità principale riguarda le ristrutturazioni. L’obbligo non interesserà più soltanto i nuovi edifici e le ristrutturazioni importanti, ma anche gli interventi di ristrutturazione di primo e secondo livello e, nei casi previsti dalla normativa, le ristrutturazioni degli impianti termici.
In pratica, interventi come il rifacimento dell’involucro edilizio potrebbero richiedere anche l’integrazione di tecnologie alimentate da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici o sistemi ibridi, salvo comprovata impossibilità tecnica certificata dal progettista. Una recente circolare del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha inoltre precisato che per “ristrutturazione degli impianti termici” si intendono gli interventi che coinvolgono contemporaneamente il generatore, il sistema di distribuzione e quello di emissione del calore.
Secondo Assotermica, l’associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, il nuovo quadro normativo rappresenta un passo importante verso la decarbonizzazione del patrimonio edilizio, ma richiede anche strumenti adeguati per accompagnare cittadini e imprese. “La riqualificazione degli edifici rappresenta un’opportunità straordinaria per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e ridurre le emissioni. Questa transizione, però, deve essere accompagnata da gradualità, neutralità tecnologica e strumenti che consentano a famiglie e imprese di affrontare investimenti spesso significativi”, afferma il presidente Giuseppe Lorubio.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sull’impatto economico delle nuove disposizioni. L’ampliamento degli obblighi potrebbe infatti aumentare la complessità e i costi di alcuni interventi edilizi, rendendo necessario il ricorso a incentivi e strumenti finanziari in grado di sostenere gli investimenti.
Per questo Assotermica ribadisce l’importanza di mantenere un approccio basato sulla neutralità tecnologica, valorizzando un mix di soluzioni – dal fotovoltaico al biometano, fino ai sistemi ibridi e Hybrid Ready – soprattutto negli edifici esistenti, dove una completa elettrificazione può risultare tecnicamente o economicamente più complessa.
L’associazione sottolinea inoltre che la decarbonizzazione dovrà procedere di pari passo con il potenziamento delle infrastrutture energetiche, richiamando le recenti criticità registrate nei Paesi Bassi, dove la crescente domanda di elettricità ha evidenziato fenomeni di congestione della rete e ritardi nelle nuove connessioni.
Nel frattempo, Assotermica ha trasmesso al Mase alcune proposte di chiarimento e semplificazione sull’applicazione del decreto. Il confronto con il ministero è tuttora in corso, con l’obiettivo di favorire un’attuazione delle nuove norme che concili gli obiettivi di decarbonizzazione con la sostenibilità economica degli interventi.
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