Donna morta dopo l’intervento di chirurgia estetica: conferito l’incarico per l’autopsia

È stato conferito stamani l’incarico al consulente tecnico della Procura della Repubblica di Perugia che dovrà eseguire l’autopsia di Elena Trombi, la 74enne morta il 25 luglio scorso a Città di Castello dopo un lungo ricovero seguito a un intervento di chirurgia estetica eseguito nell’ottobre 2025. L’accertamento tecnico irripetibile è stato affidato al professor Alessandro Santurro, associato di Medicina legale dell’Università degli Studi di Salerno e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Salerno.
Indagine L’inchiesta della Procura di Perugia ha portato fino a questo momento all’iscrizione nel registro degli indagati di un chirurgo plastico perugino di 65 anni e un anestesista giordano di 36 anni. Il primo è assistito dall’avvocato Franco Libori, che ha nominato quale consulente di parte il medico legale Antonio Galzerano, il secondo dall’avvocato Delfo Berretti (oggi sostituito dal collega Stefano Longo, in questo caso il consulente è Sergio Scalise Pantuso). Le persone offese sono il marito della donna e i due figli, assistiti dall’avvocato Marcello Pecorari e affiancati dal consulente tecnico, il medico legale Giovanni Battista Pioda.
Quesito Nel conferire l’incarico, il pubblico ministero ha chiesto al consulente di «eseguire l’esame autoptico» e di accertare «quali siano stati la causa, i mezzi e l’epoca della morte della stessa». Il magistrato gli chiede inoltre di verificare «quali erano le condizioni psicofisiche della persona offesa all’epoca della sottoposizione all’intervento di chirurgia plastica elettiva», di chiarire «la natura e le ragioni dell’evento critico verificatosi durante l’intervento stesso» e di stabilire se, «nel corso dell’operazione (compresa la fase preoperatoria) e quella della valutazione e del trattamento anestesiologico e chirurgico sulla paziente e/o del trattamento e delle cure successive praticate nei vari luoghi di ricovero, vi sia stato il contributo causale di condotte omissive o commissive», anche in relazione all’eventuale violazione dei parametri di perizia, prudenza e diligenza, dei protocolli e delle linee guida riconosciute dalla comunità scientifica. Tra gli aspetti oggetto di verifica figurano anche «il trattamento antibiotico preoperatorio e l’intervento di soccorso del 30 ottobre 2025». Il consulente dovrà inoltre «evidenziare ogni altra causa penalmente rilevante».
Contestazione Nel procedimento vengono ipotizzati, allo stato delle indagini, i reati di omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Agli indagati viene contestato di avere, «con colpa generica per imperizia, imprudenza e negligenza e per colpa specifica in violazione di regole cautelari e di linee guida specifiche di settore in corso di accertamento», causato prima «lesioni personali gravissime» e poi «la morte della paziente». Tra i profili oggetto di verifica rientrano anche la tempestività dell’intervento salvavita, il corretto trattamento antibiotico preventivo e l’adeguatezza dell’operazione e delle cure alle condizioni psicofisiche e all’età della paziente.
Vicenda Elena Trombi si era sottoposta il 30 ottobre 2025 a un intervento di chirurgia plastica elettiva, consistente in un lifting cervico-facciale secondario con rimozione di xantelasmi, in uno studio di Perugia. Dopo l’operazione era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Perugia in stato di coma, in sospetta tossicità da anestetico locale, riportando una grave compromissione neurologica da encefalopatia ipossico-ischemica. Successivamente era stata trasferita all’ospedale di Città di Castello e poi all’Opera Pia, dove è deceduta il 25 luglio scorso.
The post Donna morta dopo l’intervento di chirurgia estetica: conferito l’incarico per l’autopsia appeared first on Umbria 24.
Source link


