Sardegna

Energia: il Ministero dice sì al mega impianto di accumulo a Oristano, anche se il Comune aveva detto no

Oristano

Prevista la realizzazione di due campi di batterie

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha rilasciato l’autorizzazione unica per la realizzazione, a Oristano, di un impianto di accumulo elettrochimico dell’energia (Bess) della potenza di 160,745 MW. A ottenere il via libera al progetto, denominato “Oristano”, è stata la società Webess Oristano Srl, con sede a Milano, al termine di una conferenza di servizi che si è conclusa positivamente il mese scorso, dopo un iter durato oltre due anni. Un iter durante il quale il Comune di Oristano aveva manifestato la propria contrarietà.

Il progetto prevede due campi di batterie, ciascuno di 22 grandi batterie, cabine di comando, cavidotti interrati e una nuova sottostazione elettrica, con collegamento alla rete di trasmissione nazionale tramite l’ampliamento della stazione Terna esistente in città. L’impianto – nell’area agricola di diversi ettari delimitata dal prolungamento di via Ozieri, la strada della zona di Is Pastureddas e la strada statale 131, a poche centinaia di metri dalla centrale elettrica Enel di Oristano, nella zona di Fenosu – comprenderà anche opere connesse che interesseranno i territori di Santa Giusta e Palmas Arborea.

Il decreto autorizzativo della Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è arrivato lo scorso 21 luglio.

Nel corso dell’istruttoria erano emerse alcune criticità, con pareri contrari sollevati dalla Regione Sardegna e dal Comune di Oristano, che avevano richiamato la legge regionale in materia di aree idonee.

Il Ministero ha però ritenuto superate queste obiezioni alla luce della sentenza n°184 della Corte Costituzionale, depositata lo scorso dicembre, che ha dichiarato illegittime alcune disposizioni della normativa regionale, ribadendo che le Regioni non possono introdurre limitazioni tali da compromettere gli obiettivi nazionali di sviluppo delle rinnovabili.

Secondo quanto stabilito dal decreto, i lavori dovranno essere avviati entro 12 mesi dal momento in cui l’autorizzazione diventerà inoppugnabile, e la loro conclusione è prevista entro 50 mesi dall’inizio del cantiere.

Il progetto ha inoltre ottenuto pareri favorevoli, alcuni con prescrizioni, da parte di numerosi enti coinvolti, tra cui i vigili del fuoco, Arpa Sardegna, la Soprintendenza, Anas ed Enac.

Da capire adesso cosa farà il Comune di Oristano e i comuni di Palmas Arborea e Santa Giusta, anche loro interessati alla voicenda. E resta da capire cosa farà la Regione Sardegna.

Venerdì, 31 luglio 2026

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