Chioggia, ha maltrattato e picchiato i genitori per anni: arrestata figlia 52enne
Una donna di 52 anni residente a Chioggia è stata arrestata dopo che una condanna definitiva ha confermato anni di maltrattamenti ai danni dei propri genitori.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le violenze si sono protratte dal 2019 fino a maggio 2023, con episodi di insulti, spintoni e aggressioni fisiche.
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I carabinieri della Stazione di Chioggia hanno quindi eseguito un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia. La donna dovrà scontare una pena residua di 2 anni e 15 giorni per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Nel fascicolo che ha portato alla condanna sono descritti ripetuti comportamenti di natura sia psicologica sia fisica. Le vittime, i genitori dell’arrestata, sarebbero state regolarmente oggetto di offese e umiliazioni e, in più occasioni, colpite con pugni e spinte.
Un episodio in particolare ha segnato la svolta del procedimento: la donna avrebbe colpito il padre con un bastone al petto, esattamente nella zona dove era stato impiantato il pacemaker. Il padre, infatti, era già sofferente da una patologia cardiaca.
L’ordine di carcerazione fa seguito alla pronuncia giudiziaria che ha riconosciuto la responsabilità penale della donna per le condotte contestate. Poi, l’esecuzione del provvedimento è avvenuta dopo le formalità previste; successivamente la 52enne è stata trasferita alla Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca, dove è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’espiazione della pena.
Il reato di maltrattamenti in famiglia, disciplinato dall’articolo 572 del codice penale, riguarda comportamenti che compromettono l’incolumità fisica o la dignità psichica delle persone conviventi. Le indagini in questi casi possono partire da denunce delle vittime, di parenti o di terzi, oppure da attività investigative svolte dalle forze dell’ordine su segnalazione.
I particolari emersi nel procedimento di Chioggia sottolineano come gli abusi contro persone anziane possano combinare violenze fisiche e azioni di natura psicologica, con effetti duraturi sulla salute delle vittime. L’aggressione in presenza di un dispositivo medico, come il pacemaker, ha inoltre sollevato preoccupazioni per il rischio aggravato di conseguenze fisiche gravi in soggetti già affetti da patologie cardiache.
La brutta vicenda si inserisce in un contesto più ampio in cui le dinamiche familiari e la convivenza tra generazioni è degenerata, diventando terreno di conflitti sfocianti in atti di violenza. Per casi di maltrattamento l’iter penale prevede la raccolta di testimonianze, accertamenti sanitari e, quando necessario, l’adozione di provvedimenti coercitivi disposti dall’autorità giudiziaria.
A Chioggia l’intervento è stato dunque quello previsto dalla legge una volta esaurite le fasi processuali: applicazione della pena residua mediante ordine di carcerazione ed esecuzione da parte dei carabinieri. Dopo la formalizzazione dell’arresto, la detenuta è stata accompagnata alla struttura penitenziaria della Giudecca, dove rimane in custodia per il prosieguo dell’esecuzione della pena. Sullo sfondo, l’amara constatazione che tanta aggressività possa arrivare dal “sangue del tuo sangue”, cioè da chi hai messo al mondo.
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