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Attacco all’integrità territoriale della Spagna

Roma, 31 lug. (Adnkronos) – Dall’emergenza migranti in Spagna a Vannacci passando per le accise e la manovra. E ancora Salvini ministro dell’Interno. Sono alcuni dei punti caldi toccati da Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica, intervistato ad AdnTalks dal direttore Davide Desario.

“Avendo visto cosa fatto da ministro dell’Interno, e in queste ore lo ribadisco, sul fronte dell’immigrazione non posso far altro che auspicare questa iniziativa” dal popolo di Pontida “che è un indirizzo del mio partito. È un mio desiderio perché sarò protagonista sul pratone di Pontida”, ha affermato Morelli parlando del possibile ritorno di Matteo Salvini al Viminale.

“Io immagino che il popolo della Lega ribadirà quello che la segreteria federale ha già auspicato con il congresso, e cioè che Salvini possa finalmente tornare al ministero degli Interni”, ha sottolineato Morelli. Perché, ha aggiunto, “Pontida è il momento in cui ci si ritrova, l’occasione in cui i militanti e i sostenitori, chi ha voglia di esprimere la propria valenza politica verso la Lega, si deve incontrare”.

“La Lega è un partito maturo e ha il compito di mostrare in questa campagna elettorale nei prossimi mesi quanto la buona amministrazione che siamo capaci di fare – e lo dimostriamo nei fatti con le Regioni e i nostri sindaci – faccia il paio con il buon governo che abbiamo portato nell’ambito della maggioranza di centro destra”, ha detto quindi Morelli che è intervenuto anche sulla crisi migranti a Ceuta: migliaia di persone (49mila in 24 ore secondo la Spagna) che dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate nell’exclave spagnola in Africa. “Lo stop a Schengen con la Spagna è doveroso”, ha detto inoltre Morelli.

Sospendere il trattato di Schengen con la Spagna “più che giusto, è doveroso”, ha sottolineato Morellisecondo il quale “la posizione del governo italiano mi sembra chiara: si sono già espressi i leader dei partiti, numerosi ministri, il presidente del Consiglio”.

“Quando c’è la sinistra al governo, in qualunque governo, in qualunque Stato, questa è la normalità. Perché la sinistra immigrazionista e internazionalista vuole permettere l’ingresso a migliaia di persone”, ha affermato. “Nel 2015-16, con i governi Renzi, Letta, Gentiloni e così via, c’erano 180mila sbarchi l’anno. Arriva Salvini al ministero dell’Interno e da 180mila, con delle variazioni di qualche decina di migliaia, si è passati a 30mila, 20mila, 18mila”, ha proseguito. “Parliamo di visioni politiche e amministrative differenti. Quando la sinistra è al governo è naturale che avvengano queste cose, perché la sinistra mette in atto delle azioni amministrative e politiche che portano a queste situazioni. Sanchez non più di un mese fa ha permesso l’ingresso a 500mila clandestini in Spagna e ha avuto 1 milione e mezzo di richieste”, ha detto ancora.

Quanto alla scelta di Roberto Vannacci “la valuto come un tradimento. Stiamo parlando di un percorso politico che abbiamo condiviso, poi purtroppo le scelte fatte hanno portato Vannacci a praticare questo tradimento”, ha sottolineato Morelli chosando: “Ma noi guardiamo alla Lega e la Lega deve proporre il buon governo con le cose fatte e le tante azioni messe in campo con i suoi ministri”.

Per il taglio delle accise sui carburanti “l’extragettito Iva c’è. Noi dobbiamo stare attenti all’inflazione, che è un tema su cui abbiamo lavorato, evitando il rincaro dei beni di prima necessità. Dunque, i prodotti al mercato non devono aumentare. E una delle voci per un possibile aumento è la logistica e il trasporto quindi il governo deve essere coerente con il passato e avere un focus soprattutto sul rincaro carburanti su trasporto e autotrasporto”, ha detto ancora Morelli.

“Francamente, ritengo che fare il gioco delle tre carte aumentando le accise da una parte e levandole dall’altra non sia un’operazione di visione”, ha affermato. Può essere utilizzata al limite “solo se necessario sul piano emergenziale”.

In manovra si punta ad “allargare di più il taglio delle tasse al ceto medio”, il cui reddito “si sta erodendo per delle scelte” dei governi precedenti, ha affermato il senatore della Lega intervistato ad AdnTalks. “Per trovare le risorse, Giorgetti (ministro dell’Economia, ndr) sta lavorando alacremente perché il contributo per famiglie e giovani coppie è un obiettivo della Lega, ma noi lavoriamo sia sul fronte della contribuzione europea, sia sul fronte di un adeguato rapporto con l’Ue”, ha aggiunto.

“Apro un ragionamento sul Safe: non sono contrario, non lo vedo come qualcosa di negativo ma dico valutiamo”, ha detto Morelli aggiungendo: “Io, da parlamentare ancora non ho visto i criteri di applicazione, quale tasso di interesse l’Italia pagherà su questa concessione europea”.

“In un anno ci siamo: l’auspicio è che la nuova delibera del Cipess sia approvata entro fine settembre e da lì, a cascata, tutti gli iter”, ha affermato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e segretario del Cipess parlando della road map del Ponte sullo Stretto di Messina. L’opera, ha sottolineato Morelli, “è interesse di tutti gli italiani, dell’intero Paese, soprattutto del Sud perché è uno strumento che potrà permettere la ‘primavera’ del Meridione. La contrapposizione riportata sui giornali non esiste: l’Unione europea ha inserito il Ponte nelle principali direttrici Ue, le arterie di trasporto. L’Europa – ha evidenziato – vuole il Ponte”.

Per il dopo Sala, a Milano, “candiderei chiunque abbia una visione di una città sicuramente aperta e sicuramente europea, ma più vicina ai propri cittadini, senza ideologie”. “Quindi no al blocco del motore endotermico, no alle piste ciclabili realizzate con la vernice gialla, sì al buonsenso”. Alla domanda su chi effettivamente decida il nome del candidato, Morelli ha risposto: “Lo decidono i leader di partito. Io – ha poi aggiunto – ho lanciato le primarie della Lega su Milano, sto cercando di ‘punzecchiare’ in maniera costruttiva i miei leader perché possano decidere i nomi dei candidati sindaci delle grandi città. Dovendo fare un arrembaggio alle città, prima si fanno nomi prima si può costruire. Dal punto di vista politico noi dobbiamo mettere insieme dei nomi che siano senza un’impostazione politica forte, soprattutto nelle grandi città, e che abbiano una visione da qua ai prossimi decenni”, ha concluso.


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