Lazio

confermate le concessioni balneari transitorie

La gestione delle spiagge di Ostia supera un nuovo ostacolo giudiziario. Il Tar del Lazio ha confermato la validità della procedura avviata da Roma Capitale per l’affidamento temporaneo di 31 concessioni demaniali marittime sul litorale romano, dando il via libera alla cosiddetta gara ponte predisposta dal Campidoglio.

La decisione rappresenta un altro punto a favore dell’amministrazione capitolina dopo il primo pronunciamento arrivato nei mesi scorsi, quando i giudici amministrativi avevano già respinto numerosi ricorsi presentati dagli ex concessionari contrari al nuovo modello di assegnazione.

La linea scelta dal Comune, dunque, supera anche questo secondo esame davanti ai giudici amministrativi e consente di proseguire con il percorso di riorganizzazione della gestione degli arenili cittadini.

Nel mirino la durata delle concessioni e la quota sul fatturato

A rivolgersi al Tar era stata una società attiva nel settore balneare e della ristorazione, già operativa sul demanio marittimo di Ostia. Il ricorso contestava principalmente la possibilità per Roma Capitale di indire una procedura con durata limitata nel tempo.

Secondo il ricorrente, infatti, la normativa nazionale avrebbe previsto l’affidamento di concessioni con una durata minima più lunga, almeno quinquennale, rendendo quindi illegittima una soluzione temporanea come quella scelta dal Comune.

Tra gli elementi contestati c’era anche il sistema della cosiddetta royalty introdotto nel bando capitolino. Si tratta di una percentuale calcolata sul volume d’affari degli operatori, destinata a essere versata all’amministrazione comunale in aggiunta al tradizionale canone demaniale. Una misura che, secondo la società ricorrente, non avrebbe avuto un adeguato fondamento normativo.

Il Tar: scelta del Comune corretta, garantiti servizi e concorrenza

Dopo aver ricostruito il complesso quadro legislativo che negli ultimi anni ha interessato il settore delle concessioni balneari, tra interventi normativi nazionali, proroghe e richiami europei, i giudici hanno ritenuto corretto il percorso seguito dal Campidoglio.

Secondo il Tar, Roma Capitale aveva la possibilità di ricorrere a una procedura temporanea per assicurare la continuità dei servizi sulle spiagge e contemporaneamente rispettare i principi di trasparenza e concorrenza previsti dalle norme sugli affidamenti pubblici.

La gara ponte viene quindi considerata uno strumento legittimo in attesa del riordino complessivo della materia e delle future procedure definitive.

La sentenza rafforza così l’impianto scelto dall’amministrazione comunale, che punta a garantire una fase di transizione ordinata nella gestione del litorale romano, superando il lungo periodo caratterizzato da proroghe e contenziosi.

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