“Sostituire i presidenti dei Civ contro la giunta”: bufera sull’assessora Beghin, poi il chiarimento a Tursi

Genova. “Richiedere le dimissioni” ai presidenti dei Civ che hanno manifestato il loro schieramento politico attaccando la giunta Salis, o comunque procedere “alla loro sostituzione”. È una delle richieste che l’assessora al Commercio Tiziana Beghin ha avanzato in una lettera formale al presidente di Confcommercio Alessandro Cavo e al direttivo dell’associazione.
Il caso è esploso nel giro di una mattinata: ben presto la missiva è finita nelle mani dell’opposizione che parla di “atto gravissimo e antidemocratico senza precedenti, che calpesta la libertà di espressione e il lavoro fondamentale dei Civ”. Nel frattempo Confcommercio ha chiesto e ottenuto un incontro urgente con la sindaca Salis, il vicesindaco Terrile e l’assessora Beghin. Presenti al tavolo anche rappresentanti di Confesercenti.
La lettera di Beghin a Confcommercio: “Invito a chiedere le dimissioni di chi ci attacca”
“Come noto, i Civ nascono come luoghi di confronto costruttivo tra l’amministrazione e il mondo del commercio, finalizzati a promuovere lo sviluppo economico locale. La loro operatività si regge su un rapporto di fiducia con gli uffici comunali e dipende in larga misura dai patrocini, contributi e autorizzazioni che il Comune riconosce nell’ambito del protocollo vigente”, premette l’assessora Beghin nella lettera su carta intestata del Comune.
Da qui in poi le note dolenti: “È altrettanto noto che alcuni presidente di Civ vantano o hanno vantato strette connessioni con forze politiche di opposizione, se non addirittura ricoprono o hanno ricoperto cariche elettive in Consiglio comunale o municipale. Una circostanza che, al di là della formale compatibilità, produce conseguenze pratiche significative: un organismo che vive del rapporto quotidiano con gli uffici comunali non può essere guidato da soggetti che utilizzano la stessa visibilità per attaccare personalmente la sindaca e i membri della giunta, minando la fiducia reciproca e rendendo di fatto impraticabile la collaborazione istituzionale. Purtroppo, il recente acuirsi della tensione mediatica ha portato alcuni presidenti di Civ a compiere attacchi personali e polemiche strumentali che nulla hanno a che vedere con le funzioni propositive dell’organo. Tali comportamenti compromettono irrimediabilmente quel clima di correttezza senza il quale non possono esserci progetti condivisi né benefici per il territorio”.
Da qui l’invito a valutare “una verifica della posizione dei presidenti dei Civ, al fine di accertare eventuali comportamenti lesivi del rapporto di collaborazione con l’amministrazione”, ma anche la “possibilità di richiedere le dimissioni” di chi ha attaccato la giunta “determinando un clima di conflittualità incompatibile con le finalità del Civ” e infine “una comunicazione tempestiva a questo assessorato in merito agli eventuali provvedimenti adottati”.
L’opposizione: “Metodo illiberale e antidemocratico”
Immediata la condanna espressa da tutti i capigruppo dell’opposizione di centrodestra: “Emergerebbe da questa lettera che si vuole rimuovere chi ha posizione politica diversa da quella della attuale maggioranza. Cioè le posizioni vanno bene purché coincidano con quelle del centrosinistra che amministra e concede patrocini, contributi e autorizzazioni. Un metodo illiberale e ‘bulgaro’ che la Genova democratica non può tollerare. Un altro fatto grave che si aggiunge al recente mancato coinvolgimento degli stakeholders sull‘aumento della Tari e dei sindacati sulla vicenda rider così come all’interferenza di pochi giorni fa nelle attività degli enti sportivi con note di simile tono e tenore”.
Poco dopo arriva la replica di Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova, che cerca di buttare acqua sul fuoco: “Come associazione di categoria, tuteliamo da sempre l’autonomia delle nostre strutture e dei loro rappresentanti. L’impegno civico e associativo dei presidenti di Civ è legato esclusivamente ai risultati sul territorio e alla cura dei commercianti di quartiere, prescindendo totalmente dalle opinioni o dalle appartenenze politiche personali dei singoli, che appartengono alla sfera privata e costituzionalmente garantita di ogni cittadino. I Civ sono e devono rimanere spazi neutrali di confronto costruttivo con le istituzioni. Il rapporto con il Comune, e in particolare con l’assessorato al Commercio – si fonda e deve continuare a fondarsi su criteri oggettivi: la bontà dei progetti, la capacità di attrarre finanziamenti e i benefici tangibili per le imprese e i cittadini. Le polemiche politiche non appartengono al mondo delle imprese. Ciò che ci sta a cuore è preservare un clima di collaborazione e chiediamo a tutte le forze politiche di lasciar fuori i Civ dai contenziosi di partito: le nostre botteghe e le nostre vie hanno bisogno di sostegno economico, semplificazione e progetti concreti per il futuro, non di contrapposizioni ideologiche”.
Incontro d’urgenza a Tursi, il protocollo Civ sarà revisionato
Ultima puntata (finora) l’incontro andato in scena in mattinata a Palazzo Tursi. Dove la sindaca, secondo quanto riferisce Confcommercio, “ha riconosciuto che i contenuti del documento inviato dall’assessorato hanno generato fraintendimenti e tensioni non opportuni, confermando la volontà di mantenere aperto il dialogo con le rappresentanze del commercio e impegnandosi a revisionare adeguatamente l’attuale protocollo Civ“.
E qui l’associazione usa termini più forti: “Prendiamo atto delle precisazioni fornite dalla sindaca riguardo a una nota che avevamo ritenuto inopportuna e lesiva del ruolo e dell’autonomia dei Centri integrati di via” che “non sono organismi politici ma strumenti fondamentali di promozione e presidio del territorio, sostenuti dall’impegno quotidiano dei commercianti genovesi”.
“L’impegno assunto dall’amministrazione di ridiscutere il protocollo d’intesa rappresenta un passaggio indispensabile ma non formale: parteciperemo al tavolo di confronto con fermezza, per esigere garanzie chiare sulla tutela dei dirigenti dei Civ, sul rispetto della rappresentanza associativa e sul superamento di qualsiasi tentazione d’ingerenza istituzionale. La collaborazione con il Comune resta strategica ma può basarsi soltanto sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione del lavoro svolto dalle imprese sul territorio”, conclude l’associazione.
“Non crediamo che in questo momento il sistema dei Centri integrati di via abbia bisogno di polemiche, richiami o contrapposizioni. Ha bisogno, al contrario, di un confronto serio che rimetta al centro il ruolo delle associazioni di categoria, il lavoro dei Civ e soprattutto i contenuti e i progetti per i territori – interviene Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova -. I Civ rappresentano uno strumento fondamentale di aggregazione delle imprese e di presidio commerciale e sociale dei quartieri. Ma questo sistema funziona e può crescere se viene valorizzato anche il ruolo delle associazioni di categoria, che rappresentano le imprese, accompagnano quotidianamente i Civ e costituiscono l’interlocutore naturale tra il tessuto economico e l’amministrazione comunale”.
“Per questo riteniamo che la priorità oggi sia rinnovare il protocollo d’intesa tra Comune e associazioni di categoria, chiarendo ruoli, responsabilità e strumenti e costruendo insieme una nuova fase per i Civ genovesi – aggiunge Spigno -. Vorremmo discutere di questo: delle risorse a disposizione, della capacità di progettare sui territori, della semplificazione delle procedure, della promozione delle vie e dei quartieri e di come rendere più efficace il rapporto tra Centri integrati di via, associazioni e amministrazione. Le associazioni di categoria devono essere parte centrale di questo percorso, non semplici spettatrici. È attraverso il confronto con chi rappresenta quotidianamente le imprese che si possono affrontare anche le eventuali criticità all’interno del sistema dei Civ, evitando che questioni che possono e devono essere gestite attraverso il dialogo diventino terreno di scontro pubblico. Crediamo quindi che sia il momento di superare le polemiche e sederci attorno a un tavolo. Rinnoviamo il protocollo, rafforziamo il ruolo delle associazioni di categoria e rimettiamo al centro i Civ per quello che devono essere: uno strumento al servizio delle imprese e dei territori”.
Beghin: “Dispiaciuta se la lettera è stata fraintesa, serve collaborazione tra Civ e amministrazione”
Nel pomeriggio arriva poi la dichiarazione dell’assessora Beghin che definisce l’incontro “molto utile per chiarire lo spirito della lettera inviata nei giorni scorsi ai direttivi e superare ogni possibile fraintendimento“. Una lettera, prosegue, “che nasceva esclusivamente dalla volontà di riaffermare un principio che considero fondamentale: il rapporto tra amministrazione comunale e Civ deve essere improntato a una leale e reciproca collaborazione, nell’interesse dei commercianti e della crescita dei nostri quartieri. I Centri integrati di via rappresentano un patrimonio prezioso per Genova e sono interlocutori fondamentali per valorizzare il commercio di vicinato, animare i quartieri e promuovere lo sviluppo economico locale. Proprio per tutelare questo lavoro quotidiano, l’obiettivo dell’amministrazione è sempre stato uno solo: evitare che la dialettica tra partiti possa sovrapporsi o creare tensioni all’interno di strumenti che appartengono a tutti i commercianti”:
Beghin aggiunge di essere “dispiaciuta se i toni della lettera hanno fatto intendere tutt’altro. È pienamente legittimo che ciascuno abbia la propria sensibilità e opinione politica come libero cittadino. Al tempo stesso, è necessario mantenere distinto il legittimo dibattito politico dall’attività dei Civ che per loro natura devono essere strumenti di rappresentanza dei commercianti e di confronto con l’amministrazione. Da parte mia continuerà a esserci piena disponibilità al confronto con tutti. Un confronto che deve rimanere sul piano istituzionale, rispettoso dei ruoli e orientato alla ricerca di soluzioni concrete nella consapevolezza che l’obiettivo comune deve essere solo il bene del territorio. Per questo, ringrazio le associazioni per l’incontro franco e costruttivo di oggi e la collaborazione continua. E confermo la disponibilità dell’amministrazione ad avviare a settembre un tavolo di confronto periodico per aggiornare insieme il protocollo sui Civ, per costruire insieme una nuova fase e per rafforzare il ruolo delle associazioni al servizio delle imprese e dei quartieri, in un clima di rinnovata fiducia”.




