Medici di medicina generale nelle case di comunità del Veneto: accordo raggiunto

I medici di medicina generale entreranno nelle case di comunità del Veneto. La regione ha inviato alle Aziende ulss un documento applicativo della delibera regionale n. 622 del giugno scorso, concordato con le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale Fimmg, Smi, Snami e Fmt, che l’hanno condiviso. Lo rende noto un comunicato della giunta regionale del Veneto datato 30 luglio 2026.
La retribuzione e i servizi
L’assessore alla sanità Gino Gerosa ha illustrato i dettagli dell’accordo. «Abbiamo formalizzato – dice con soddisfazione Gerosa – tutte le indicazioni necessarie e fissato anche l’importante aspetto economico, con il quale i medici percepiranno una retribuzione di 60 euro all’ora, a cui si fa fronte con risorse regionali aggiuntive già stanziate: tale retribuzione verrà erogata solamente per prestazioni aggiuntive svolte all’interno delle case di comunità».
I medici, che partecipano su base volontaria, saranno presenti nelle strutture tra le 8 e le 20. Fuori da questa fascia oraria, così come nei giorni prefestivi e festivi, la presenza medica sarà garantita dalla continuità assistenziale (guardia medica). Le disposizioni resteranno in vigore fino alla definizione del nuovo accordo integrativo regionale.
«Questo era importante – aggiunge Gerosa – ma ancor di più lo è poter garantire ai pazienti delle case di comunità una presenza altamente professionale, al fianco dei molti altri servizi presenti. Avere l’opportunità di potersi rivolgere a questi professionisti della salute, che si prestano volontariamente al servizio, significa aver portato davvero la sanità più vicina al cittadino. La presenza dei Mmg – aggiunge Gerosa – permetterà di gestire le richieste pervenute sia con accesso diretto, sia attraverso il numero unico 116117. Questa nuova organizzazione dovrebbe ridurre gli accessi impropri agli ospedali per acuti, in particolare ai pronto soccorso. Ringrazio per il lavoro svolto tutti i protagonisti della trattativa, dalle organizzazioni sindacali, ai nostri tecnici».
Cosa prevede il documento
Il documento applicativo definisce nel dettaglio i compiti dei medici di medicina generale all’interno delle case di comunità. Sono previsti: la partecipazione all’audit sul funzionamento della struttura, l’attivazione di percorsi che utilizzano strumenti di diagnostica di base, il supporto ai pazienti fragili e l’intercettazione di nuove fragilità in collaborazione con l’infermiere di famiglia o di comunità e con la centrale operativa territoriale, la partecipazione alle campagne vaccinali e al monitoraggio dei pazienti dimessi. È prevista inoltre la partecipazione al progetto per la presa in cura dei pazienti cronici, con l’assegnazione diretta del giorno e dell’orario della visita o della prestazione sanitaria, senza che il cittadino debba procedere autonomamente alla prenotazione.
Le case di comunità attive in Veneto
In Veneto le case di comunità sono attualmente 99. La regione ha ottemperato al target previsto dal Pnrr, missione 6. Le strutture attivate per singola azienda ulss sono: 4 su 4 nell’Ulss 1 Dolomiti; 15 su 17 nell’Ulss 2 Marca trevigiana; 13 su 13 nell’Ulss 3 Serenissima; 5 su 6 nell’Ulss 4 Veneto orientale (con una in arrivo); 5 su 5 nell’Ulss 5 Polesana; 20 su 20 nell’Ulss 6 Euganea; 8 su 8 nell’Ulss 7 Pedemontana; 9 su 9 nell’Ulss 8 Berica; 20 su 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
«È la svolta di potenziamento del territorio che abbiamo fortemente voluto nel nostro nuovo programma di legislatura – conclude Gerosa. Le case e anche gli ospedali di comunità portano i servizi più vicini alla gente, ne agevolano il rapporto con l’organizzazione sanitaria e potranno contribuire a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso degli ospedali, che causano altrettanto improprie attese per chi ha davvero necessità di cure urgenti».
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