Invasioni, a Cosenza tutti ballano con Giuliano Palma
Giuliano Palma sul palco di piazza XV Marzo ha fatto ballare Cosenza durante il secondo appuntamento del festival Invasioni
IL tema delle Radici appare evidente con l’apertura del seconda live del Festival Invasioni 2026 con i Lumpen che hanno aperto la serata cosentina in cui protagonista è stato Giuliano Palma.
La band è un pezzo della storia musicale cosentina. Sul palco portano il loro ultimo disco, We Will Stand Together. Brani come Till the end, Unites we will win, Stay with us, Sometimes we bite e We will stand together celebrano la voglia di appartenere alla propria terra per rimanere uniti sotto il segno delle proprie passioni. Da mezionare la cover di Que sera sera di Doris Day, registrata nel disco con Jenny Woo, artista canadese. Non potevano certo mancare i cavalli di battaglia della band. Dal brano dedicato da Silverio Tucci, cantante e chitarrista, vent’anni fa alla figlia: Solo per te, e Sloop John B divenuto la colonna sonora per eccellenza dello stadio per il Cosenza Calcio.
Poi sul palco sale Giuliano Palma che per il pubblico della Rendano Arena esordisce con il suo unico brano Sanremese, si esibisce, infatti, con Così lontani brano scritto a quattro mani con Nina Zilli e presentato nel 2014 del festival della canzone italiana.
Ancora una volta un ricordo legato a un amore pervade la successiva Nuvole rosa. Il brano, registrato in duetto con la cantautrice canadese Melanie Fiona.
Musica di Musica, invece, è il singolo che segna l’esordio di Giuliano Palma come solista. L’artista milanese qui segna il passaggio verso un sound più legato al funk, al soul e alla musica leggera più raffinata.
«Che stile» è la frase che arriva a gran voce da uno spettatore che si rivolge a Palma. «Grazie fratima» risponde prontamente il cantante.
Si ritorna allo ska e al rock steady con la cover Testarda io, brano scritto da Malgioglio (a sua volta tranno dal brano brasiliano di Roberto Carlos). Un non troppo velato orgoglio amoroso pervade l’amore tormentato il testo sulle note ska della versione di Palma. Altra cover rivisitata sotto il segno dello ska è Che cosa c’è. Qui parte la dedica e il ricordo per un grande musicista come Gino Paoli da parte del cantante.
Si passa poi all’Inghilterra di John Lennon e la sua Jealous Guy, nata originariamente come Child of Nature. In questa versione le scuse rivolte assumono una forma danzereccia e meno malinconica. Stesso discorso vale per Wonderful Life, scritta dal cantautore britannico Black.
I Say I’ Sto Ccà fa ritornare l’attenzione sulla musica italiana e, in particolare, napoletana con l’omaggio a Pino Daniele. Altro brano di origine partenopea è Come le Viole di Peppino Gagliardi. E come ogni loro cover la malinconia dell’originale viene smorzata dalla freschezza del sound giamaicano.
A questo punto del concerto Giuliano Palma soffia scherzosamente nel collo di una bottiglia «Non posso fare un foro nella bottiglia, come per un flauto, altrimenti la birra scende». Tra un pezzo e l’altro l’artista dialoga con pubblico e qualche volta è proprio quest’ultimo a prendere la parola. Si alza una voce che intona Someone Says, brano del 1988 dei Casino Royale, la prima band di Giuliano Palma. Tutti lo incitano a cantare il brano in coro. «Non me la ricordo neanche. Però mi hai sventrato il cuore», risponde commosso il cantante. Segue il racconto, scherzoso, sul nomignolo dell’epoca: The King. Perché, racconta ironicamente, di aver posseduto la Cornovaglia e averla persa in guerra.
«Sarebbe facile dire che bella città Cosenza e poi fare Tutta mia la città…» continua sul filo dell’ironia Palma introducendo il brano tormentone. Il concerto è quasi agli sgoccioli seppur passato tra un coro e un balletto non solo di Palma ma di tutta la folla. Chiudono il live altri brani simbolo di Giuliano Palma come Pensiero d’amore, I’m in the Mood for Love e l’immancabile Messico e nuvole. Giuliano Palma e la sua band salutano Cosenza con ‘Comin’ Home Baby’ di Mel Tormé.
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