Marche

«Creeremo altre occasioni di crescita» – Cronache Fermane

Il teatro comunale di Porto San Giorgio è fuori dall’elenco dei teatri storici che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco. Nella giornata in cui si è formalmente concluso il percorso avviato dalla Regione Marche per conseguire questo prestigioso traguardo in Corea del Sud, è arrivata anche la notizia della esclusione di alcuni teatri che avevano partecipato al progetto. Tra questi, oltre al Rossini di Pesaro, c’è anche quello rivierasco che non potrà beneficiare del titolo di Patrimonio mondiale nel sito “Il sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo”. Sfuma dunque questa possibilità per Porto San Giorgio ma resta il lavoro fatto dall’Amministrazione, come peraltro scrive il sindaco Vesprini in un post. »Per Porto San Giorgio, il percorso intrapreso ha comunque rappresentato un risultato significativo. La prima fase di selezione ha infatti riconosciuto il nostro teatro pienamente rispondente ai criteri previsti, consentendo alla nostra città di accedere alla fase successiva della candidatura. Un passaggio importante, che conferma il valore storico e culturale del nostro patrimonio e la qualità del lavoro svolto in questi anni. Questo risultato è anche il frutto della grande attenzione che questa Amministrazione ha scelto di dedicare alla cultura, considerandola non un settore marginale, ma un elemento strategico per la crescita della città, la valorizzazione della sua identità e la costruzione di nuove opportunità di sviluppo».

Questo non impedirà di continuare lungo la strada della valorizzazione di questo contenitore e di ciò che rappresenta. «Gli investimenti, le iniziative e il costante impegno nella promozione del nostro patrimonio stanno contribuendo a rafforzare il ruolo di Porto San Giorgio nel panorama culturale marchigiano. Ogni riconoscimento è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Per questo, continueremo a lavorare con impegno, visione e determinazione per valorizzare il patrimonio culturale di Porto San Giorgio, creando nuove occasioni di crescita, collaborazione e promozione. Congratulazioni ai Teatri che hanno raggiunto questo prestigioso risultato. Il nostro impegno per la cultura prosegue con ancora maggiore convinzione perché investire nella cultura significa investire nel futuro della nostra comunità. Il percorso intrapreso ci conferma che la direzione è quella giusta e ci sprona a proseguire con rinnovata determinazione» chiosa il primo cittadino Valerio Vesprini.

Anche l’assessora alla cultura, Carlotta Lanciotti, affida ad un post il suo commento sull’esito della graduatoria. «Ogni grande progetto nasce da una scelta di visione -scrive- il nostro teatro non è solo un luogo dove va in scena lo spettacolo: è uno spazio che custodisce identità, cultura, memoria e futuro. Per questo abbiamo scelto di intraprendere un percorso fatto di impegno, qualità e radicamento nel territorio. Essere riconosciuti, in una prima fase, come un valore territoriale non rappresenta un punto di arrivo, ma il fondamento su cui costruire traguardi ancora più ambiziosi. Crediamo che la crescita autentica parta dalla capacità di creare legami con la comunità, valorizzare i talenti e offrire occasioni di incontro, emozione e condivisione. Ogni scelta compiuta finora è stata guidata dalla convinzione che un teatro vivo possa diventare il cuore pulsante di un territorio, un luogo in cui le persone si riconoscono e si ritrovano. Continuiamo questo cammino con entusiasmo, consapevoli che il valore più grande è quello che si costruisce insieme, giorno dopo giorno».

Questo l’elenco dei teatri iscritti: Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria; Teatro Pergolesi, Jesi; Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno; Teatro Serpente Aureo, Offida; Teatro dell’Aquila, Fermo; Teatro Lauro Rossi, Macerata; Teatro Feronia, San Severino Marche; Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano; Teatro Bramante, Urbania; Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto. Di questi dieci teatri otto sono marchigiani, ci sono poi quello di Spoleto (Umbria) e di Sant’Agata Feltria (Rimini).

Sandro Renzi


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