Strage di pecore per il sorgo diventato veleno a causa del caldo e della siccità

Genova. Una sosta per il pascolo si è trasformata in tragedia nelle campagne di Alessandria, dove oltre 50 pecore di un gregge di circa mille capi sono morte in pochissimi minuti dopo aver ingerito germogli di sorgo (Sorgum halepense). A darne notizia e lanciare l’allert, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
A causare l’ecatombe è stata un’intossicazione acuta da cianuro. Il sorgo, infatti, produce naturalmente un glicoside cianogenetico (la durrina) come meccanismo di difesa, la cui tossicità si attiva quando la pianta viene masticata e digerita dagli erbivori. A causa del forte stress termico e della prolungata siccità, la concentrazione di questo veleno nelle giovani piantine e nei ricacci è aumentata a livelli record — quasi il doppio rispetto ai picchi registrati durante la siccità del 2022.
L’intervento tempestivo dei conduttori del gregge ha evitato perdite ancora più gravi, mentre i medici del Servizio Veterinario di Alessandria e dell’IZSPLV sono riusciti a salvare gli animali colpiti in forma più lieve. Le necroscopie e le analisi di laboratorio hanno confermato la causa del decesso, accendendo nuovamente i riflettori sui pericoli del cambiamento climatico, in grado di alterare persino la chimica della vegetazione locale.




