Marche

«Noi soffocati da dieci anni di cantieri, senza infrastrutture non si riparte davvero. Pronti a proteste eclatanti»


ARQUATA DEL TRONTO «Vogliamo risposte il prima possibile. Se non le avremo, siamo pronti a proteste eclatanti». È un appello che suona anche come un ultimatum quello lanciato dal sindaco Michele Franchi, deciso a chiedere un cambio di passo sul cantiere della galleria di Trisungo lungo la Statale Salaria. Il primo cittadino, nei giorni scorsi, ha scritto anche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, affinché vengano individuate in tempi rapidi soluzioni in grado di ripristinare la viabilità e consentire la ripresa dei lavori. 

La presa di posizione arriva dopo la conferma della proroga della cassa integrazione per i lavoratori del cantiere fino al 4 ottobre, notizia che ha di fatto certificato il perdurare dello stop ai lavori. Una situazione che il sindaco definisce inaccettabile per un territorio che, a quasi dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con una ricostruzione rallentata anche dalla carenza di infrastrutture. «Arquata e l’area montana hanno gli stessi diritti delle grandi città. Se a un territorio che vuole rinascere non diamo le infrastrutture, rischia di morire» ha affermato Franchi, chiedendo che, qualora persistano problemi tecnici all’interno della galleria, venga almeno ripristinata la viabilità esterna, eliminando il semaforo che da anni provoca code, rallentamenti e pesanti disagi a residenti, lavoratori e turisti.

L’incontro

La questione è stata al centro di un partecipato incontro pubblico promosso dal Comune, durante il quale è emersa tutta la frustrazione di residenti e operatori economici costretti da un decennio a convivere con cantieri, polvere, rumore e disagi. «Abito nel cantiere – ha detto Ottaviano Camacci – e da dieci anni viviamo in mezzo alla polvere, usciamo la mattina senza sapere se la sera riusciremo a rientrare. Se davvero si vuole rilanciare la montagna bisogna partire dalle esigenze di chi ci vive. A Trisungo abbiamo assistito a uno stupro del territorio: sarebbe bastato far uscire la galleria duecento metri prima e, con una soluzione a cielo aperto, quasi nessuno si sarebbe accorto della sua presenza». Le preoccupazioni riguardano anche il futuro delle attività economiche.

Le preoccupazioni

Italia Pala, titolare insieme alla sorella del centro estetico e parrucchieria Cosmos racconta: «Dopo il terremoto abbiamo rialzato la testa e stavamo ripartendo. Ora, con la nuova strada, non sappiamo quale sarà il nostro futuro. La nostra entrata verrà chiusa e il nuovo parcheggio realizzato non è collegato all’attività. Non sappiamo se riusciremo ad andare avanti». A evidenziare i problemi legati alla presenza del cantiere è stata Federica Angelucci, che insieme alla famiglia gestisce la pizzeria Il Ponticello. Ha raccontato le difficoltà legate alla cronica mancanza di parcheggi, aggravata dall’intenso traffico sulla Salaria, e i continui disagi provocati dal passaggio dei mezzi pesanti anche nelle ore notturne.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »