Basilicata

Crotone, la Uil bancomat di famiglia: indagati gli ex segretari Fabio e Domenico Tomaino

La Uil di Crotone trasformata in bancomat di famiglia mentre i dipendenti restavano senza paga, indagati gli ex segretari Fabio e Domenico Tomaino


CROTONE – La UIL di Crotone trasformata in un bancomat di famiglia, con i soldi dei lavoratori drenati sistematicamente per cene, viaggi, polizze assicurative e conti personali. Tutto ciò mentre l’archivio contabile veniva fatto sparire e i dipendenti restavano persino senza buste paga. È la radiografia impietosa che emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura e della Digos di Crotone, esplosa dopo la denuncia-querela depositata un anno fa dalla segretaria della Uil Calabria, Mariaelena Senese, e corroborata dalla relazione tecnica del tesoriere regionale Attilio Morittu.

I NOMI E LE ACCUSE

Al centro del sistema ci sono tre nomi precisi finiti nel registro degli indagati. La figura chiave è Fabio Tomaino, ex segretario provinciale dal giugno 2018 fino alle dimissioni del 23 maggio 2025, accusato di appropriazione indebita aggravata e continuata e di autoriciclaggio. Indagato anche Luca Martino, tesoriere provinciale in carica dal 2022, accusato di concorso in appropriazione indebita per aver controfirmato i titoli di credito abdicando a qualsiasi verifica. Finisce sotto accusa anche Domenico Tomaino, padre di Fabio, storico segretario provinciale fino al 2018 e titolare di poteri di firma fino al dicembre 2022, ritenuto responsabile in concorso delle distrazioni e dell’omesso controllo sui fondi. Tomaino, in rottura con la gestione Senese, ha poi aderito a Confial di cui è divenuto segretario provinciale.

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BUCO DI 380MILA EURO

Dall’analisi meticolosa dei conti correnti della struttura crotonese accesi presso la BPER Banca (Agenzia 2 di Crotone) e passati al setaccio dagli investigatori, emerge una voragine complessiva di oltre 383 mila euro sottratti alle finalità statutarie. Le carte giudiziarie inchiodano Fabio Tomaino a una gestione personalissima e opaca, divisa tra tre canali principali di drenaggio. Il primo: 86.314,60 euro trasferiti tra il febbraio 2023 e il maggio 2025 direttamente su una carta prepagata BPER intestata allo stesso ex segretario e usata per spese personali e familiari. Secondo: oltre 72 mila euro sottratti tramite 15 assegni accreditati in gran parte sul conto personale dell’indagato a cui si aggiungono altri sette titoli negoziati per cassa per oltre 10 mila euro. Ci sarebbero anche flussi anomali di denaro dirottati persino verso i più stretti congiunti.

LA DENUNCIA DELLA SEGRETARIA REGIONALE SENESE

Il blitz scattato su disposizione del procuratore Domenico Guarascio e del sostituto Matteo Staccini squarcia il muro di gomma calato sulla Camera sindacale. Quando la neo-commissaria Mariaelena Senese e il tesoriere Morittu si sono insediati e recati allo sportello bancario per esaminare gli estratti conto, si sarebbero trovati di fronte a una gestione spregiudicata e a una totale assenza di pezze d’appoggio. Nonostante le diffide legali formali e le richieste insistenti, Fabio Tomaino si sarebbe ben guardato dal consegnare le fatture, i registri o l’archivio contabile. Nel vuoto amministrativo anche i revisori dei conti, il cui collegio statutario trimestrale non aveva mai sollevato una sola contestazione prima di essere azzerato dal commissariamento. A completare il quadro di terra bruciata emerso dai verbali d’esame sono le proteste dei lavoratori dipendenti, esasperati da un clima di pesante malessere e dalla mancata consegna delle buste paga nel corso degli anni.

OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

L’inchiesta non si è fermata alla mera distrazione di denaro, ma ha svelato la fase successiva di occultamento patrimoniale attraverso il reinvestimento dei capitali illeciti. Ecco perché la Procura ha disposto un decreto di sequestro preventivo d’urgenza firmato dal giudice per un valore complessivo di 62.482,24 euro. Nel mirino degli inquirenti sono finite quattro polizze assicurative intestate a Fabio Tomaino e acquistate tra dicembre 2025 e inizio 2026 e una quota di 6.425,80 euro legata a un’operazione di cartolarizzazione crediti gestita dalla società Summer Spv srl. Beni blindati dalla magistratura per neutralizzare i profitti di un presunto autoriciclaggio.

L’IPOTESI DI AUTORICICLAGGIO

 Gli agenti della Digos hanno contestualmente eseguito accurate perquisizioni domiciliari. L’inchiesta della Procura di Crotone scava ora nel dettaglio dei flussi finanziari per smascherare la catena dell’autoriciclaggio. Come evidenziato dagli inquirenti, il profitto dell’appropriazione indebita non è rimasto parcheggiato nei conti personali dell’autore, ma è stato immesso in un circuito di ripulitura attraverso polizze assicurative e bonifici a favore dei familiari. Trasferimenti mascherati da giustificazioni vaghe e fittizie — come la causale “regalo” — che, secondo l’accusa, servivano unicamente a cancellare le tracce e a ostacolare la ricostruzione della vera provenienza illecita del denaro sottratto alle casse del sindacato.


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