Economia

Il collegamento Pos-scontrini fa brindare il Fisco: nel primo semestre 9,1 miliardi emersi

MILANO – Ammonta a circa 9,1 miliardi di euro nel primo semestre del 202 il maggiore imponibile – 6 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – emerso con l’allineamento degli scontrini ai Pos. A riportare la cifra è il Sole 24 Ore secondo cui si stimano circa 160 milioni in più di scontrini battuti nel semestre.

Un numero che si potrà tradurre prima di tutto in maggior gettito Iva che, considerata una aliquota media del 18% visto che non in tutti i casi si applica l’aliquota al 22%, potrebbe valere fino ad ora 1,6 miliardi di introiti extra per le casse pubbliche, a cui si aggiungeranno le maggiori entrate Ires e Irpef collegate.

I primi segnali già si vedono però. Nell’ultimo bollettino delle entrate che ha messo in evidenza nei primi cinque mesi dell’anno una crescita dell’Iva sugli scambi interni di 1,9 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno L’obbligo di collegamento dei registratori di cassa con i Pos riguarda commercianti al dettaglio, ristoratori, artigiani e tutti gli operatori che emettono documenti commerciali e accettano pagamenti elettronici ed è entrato in vigore a gennaio di quest’anno. Fino allo scorso anno il pagamento e la registrazione fiscale erano processi separati, gestiti rispettivamente dal pos e dai registratori telematici (le vecchie “casse”), con il rischio che alcuni dati potessero venire omessi o registrati in modo errato. Collegando in modo univoco ogni Pos al relativo registratore telematico, l’Agenzia delle entrate può ora verificare automaticamente la coerenza tra l’importo incassato tramite pagamenti elettronici e quello certificato nei documenti commerciali trasmessi. L’input di pagamento tramite Pos arriverà direttamente dal registratore, dal quale verrà inserito anche l’importo.


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