finanziato solo un ragazzo su tre, esclusi in 78mila
Un successo travolgente che si trasforma, paradossalmente, in un imbuto sociale per decine di migliaia di famiglie laziali.
La pubblicazione delle graduatorie definitive del Voucher Sport 2026 da parte della Regione Lazio ha certificato un vero e proprio assalto al bonus per sostenere le spese di iscrizione a palestre, piscine e campi da gioco di bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni.
I numeri emersi oggi, venerdì 17 luglio, raccontano un’esigenza di welfare sportivo senza precedenti, ma fotografano anche una realtà amara: lo stanziamento record da 19 milioni di euro è andato letteralmente polverizzato in poche ore, lasciando a bocca asciutta quasi l’ottanta per cento degli aventi diritto.
Il bando prevedeva un contributo fino a 500 euro per i nuclei familiari con un indicatore Isee inferiore o uguale a 50mila euro. Una platea potenziale enorme, che ha risposto in massa mandando in tilt le previsioni degli uffici regionali.

I numeri del boom: domande triplicate in un anno
Il confronto con la passata edizione del bando restituisce la fotografia di una vulnerabilità economica in costante aumento tra i bilanci delle famiglie romane e delle province:
Le domande totali: Le istanze presentate hanno sfiorato quota 124mila. Di queste, ben 117.168 sono risultate perfettamente idonee e ammissibili. Un balzo clamoroso rispetto alla scorsa stagione, quando le richieste si erano fermate a 47mila.
I corsi disponibili: La rete sportiva del territorio ha risposto con entusiasmo. Hanno aderito al progetto 1.961 realtà tra associazioni e società dilettantistiche, mettendo a catalogo ben 5.454 corsi distribuiti tra i vari comuni.
La forbice degli esclusi: A fronte delle 117mila domande valide, la copertura finanziaria attuale è bastata a coprire appena 38.348 beneficiari (il 32,73% del totale). Restano fuori, “ammessi ma non finanziati” per mancanza di liquidità, 78.825 famiglie.
La promessa della Pisana: «Nuovi fondi per lo scorrimento a settembre»
La vastità della platea rimasta esclusa ha spinto i vertici della Pisana a correre immediatamente ai ripari per evitare che una misura bandiera della giunta si trasformi in un boomerang politico alla ripresa delle attività scolastiche e sportive autunnali.
«Il numero delle domande ricevute rappresenta un risultato straordinario e conferma la bontà di una misura sulla quale abbiamo investito fin dall’inizio della consiliatura», dichiara l’assessore regionale allo Sport, Elena Palazzo. «La risposta delle famiglie dimostra quanto questo sostegno sia diventato vitale per garantire ai ragazzi il diritto alla pratica sportiva, che consideriamo un pilastro di salute e socialità».
L’assessore ha poi voluto lanciare un messaggio di speranza alle migliaia di genitori rimasti delusi dalla graduatoria odierna: «Siamo già al lavoro, d’intesa con il presidente Francesco Rocca, per raschiare il fondo del barile del bilancio e individuare risorse straordinarie aggiuntive. L’obiettivo tassativo è varare uno stanziamento integrativo entro il mese di settembre per far scorrere la graduatoria il più possibile, permettendo il ripescaggio di una fetta consistente degli attuali esclusi prima dell’inizio dei campionati e dei corsi».
La partita del diritto allo sport, per oltre 78mila ragazzi del Lazio, resta aperta.
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