quattro arresti vicini ai clan Spada e Casamonica
Un intero isolato cinto d’assedio fin dalle prime luci dell’alba, perquisizioni blocco per blocco e i cani antidroga a caccia di stupefacenti tra androni e appartamenti.
I carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno messo a segno un duro colpo alla rete dello spaccio radicata a Spinaceto, quartiere della periferia sud di Roma.
Il bilancio finale dell’operazione è pesante: quattro persone arrestate, ritenute dagli inquirenti molto vicine agli ambienti criminali dei clan Spada e Casamonica, e una sfilza di denunce per reati che vanno dal furto di energia all’occupazione abusiva.
Il blitz è scattato all’interno del complesso di edilizia residenziale pubblica di via Salvatore Lorizzo. Non si è trattato di un normale controllo, ma di un’operazione interforze ad alto impatto pianificata dalla Prefettura di Roma nell’ambito delle direttive del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mirata a ripristinare la legalità nei complessi Ater più esposti al degrado e alla criminalità.
Il supermarket della droga: dal crack alle sciabole
Per penetrare nei fortini dello spaccio, i militari si sono avvalsi delle Aliquote di Primo Intervento (Api) — i reparti speciali antiterrorismo addestrati per irruzioni rapide — supportati dai carabinieri dell’8° Reggimento “Lazio” e dalle unità cinofile. Al loro fianco hanno operato le squadre tecniche di Acea, Areti, Ater e Italgas per stanare le manomissioni ai contatori.
Nelle case ispezionate i militari hanno trovato un vero e proprio campionario della droga pronta al dettaglio, già suddiviso in dosi e pronto a inondare il mercato della Capitale: 261 grammi di marijuana, 241 grammi di cocaina, 200 grammi di hashish e 22 grammi di crack.
Oltre ai quasi 700 grammi di stupefacenti, i carabinieri hanno sigillato 3.295 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute l’incasso immediato delle ultime ore di spaccio, il materiale per pesare e confezionare le dosi e, come inquietante elemento di difesa o status symbol, due sciabole ben affilate custodite all’interno delle abitazioni.
Manette a conduzione familiare nel quadrante sud
I quattro arrestati sono tutti cittadini italiani: tre donne e un uomo. Secondo la tesi investigativa, il gruppo gestiva la piazza di spaccio locale sfruttando il “peso” e i contatti con i clan Casamonica e Spada, storicamente egemoni nella periferia est e sul litorale di Ostia, ma da tempo ramificati anche nei quartieri della direttrice Pontina.
L’operazione non si è fermata agli arresti eccellenti. L’intera area circostante è stata setacciata con l’identificazione di 40 persone e il controllo di 12 autovetture sospette. Al termine del maxi-controllo, altre 5 persone sono state denunciate a piede libero.
Le accuse a loro carico vanno dall’occupazione abusiva di case e terreni demaniali fino al furto aggravato di gas ed elettricità tramite i classici allacci abusivi alla rete pubblica.
La partita giudiziaria per i quattro complici è già entrata nella fase calda: la donna considerata la figura di spicco della rete è stata scortata nel carcere femminile di Rebibbia, mentre gli altri tre indagati attendono ai domiciliari. Nelle prossime ore compariranno tutti davanti ai giudici del Tribunale di Roma per il processo con rito direttissimo.
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