«Tariffe da fame e turni sotto il sole cocente», scatta lo sciopero

PESARO Una tutela e un futuro per i rider. Se spesso ci sembra un diritto poter ordinare il cibo o la spesa a domicilio, dietro quella App e a quel click, ci sono dei lavoratori. E questi, con qualsiasi condizione climatica sono lì, pronti a consegnarci quel pacco. A casa, al lavoro o in vacanza. Ma le tutele ci sono? Tra algoritmi e tempistiche. Oppure in situazioni delicate, come in queste settimane di grande caldo.
Il confronto
Se ne è parlato giovedì nelle assemblee promosse dalla Nidil Cgil e dalla Flit Cgil, insieme ai rider che operano sia a Pesaro che a Fano. «Gli incontri hanno rappresentato un importante momento di confronto con i lavoratori e hanno confermato la necessità di rafforzare la rappresentanza e la tutela di chi, ogni giorno, lavora attraverso le piattaforme digitali, spesso in condizioni di forte precarietà e senza strumenti adeguati per far valere i propri diritti». A dirlo Sarah Salmouti segretaria generale NIdiL Cgil Pesaro Urbino e Matteo Franceschetti della Filt Cgil Pesaro Urbino. Nel corso delle assemblee sono state affrontate le principali problematiche segnalate dai rider: la gestione dell’emergenza caldo, i blocchi degli account, il funzionamento degli algoritmi. Ma anche la sicurezza sul lavoro, i compensi, l’organizzazione dell’attività e le difficoltà nel rapporto con le piattaforme. «Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela della salute durante le ondate di calore».
Nidil Cgil e Filt Cgil ribadiscono «che la sospensione dell’attività nelle ore e nelle giornate maggiormente a rischio non può tradursi in una perdita di reddito interamente scaricata sui lavoratori». Per questo hanno richiesto alla Regione Marche «che vengano individuati strumenti di sostegno economico per i rider interessati dai blocchi dell’attività disposti per ragioni di salute e sicurezza».
Le sigle sindacali ricordano come il 19 maggio «Glovo, società sottoposta a controllo giudiziario disposto dalla Procura di Milano, aveva annunciato un aumento dei compensi” ma nel corso delle assemblee “è emerso chiaramente che la tariffa minima di 3 euro a consegna vale indipendentemente da ogni variabile e il calcolo non prende in considerazione la distanza percorsa dal rider». Inoltre dal confronto sarebbe emerso che «le integrazioni “una tantum” annunciate dalla piattaforma sono state in media inferiori ai 10 euro».
La richiesta
«I rider non sono lavoratori invisibili. Svolgono un servizio ormai strutturale nelle nostre città e hanno diritto a condizioni di lavoro dignitose, sicure, trasparenti e adeguatamente retribuite», ribadiscono Salmouti e Franceschetti. E aggiungono: «Questi lavoratori vogliono fare sentire la propria voce e hanno deciso di organizzare uno sciopero per rivendicare compensi dignitosi e riconoscimento dei propri diritti».




