raccolta firme e striscioni. «Fatelo sotto casa vostra»
ANCONA Prima ancora del crematorio, si accende la protesta tra i residenti di Candia e dell’Aspio. Dopo la decisione del Comune di spostare il nuovo impianto di cremazione da Tavernelle all’area dell’ex inceneritore di Bolignano, accanto al canile municipale, è già partita la mobilitazione social e fisica contro l’opera.
Il precedente
Un copione analogo a quello che si era già visto a Tavernelle, dove sarebbe dovuto sorgere inizialmente il forno, salvo ripensamento last minute del sindaco Silvetti a seguito delle oltre 4mila firme raccolte in protesta dai residenti.
La scelta di Bolignano come sito alternativo era stata dettata proprio dalla speranza che la lontananza dai centri abitati vicini – che distano almeno un chilometro, alcuni anche due – potesse rendere più facile l’accettazione sociale. A quanto pare, però, non è stato così. Nelle scorse ore è già partita una raccolta firme in alcuni esercizi commerciali dell’Aspio, il quartiere-cerniera tra Osimo e Ancona, l’agglomerato urbano più vicino al futuro crematorio.
Non solo, visto che sui cancelli delle tante villette indipendenti che qui trovano posto, ora sono cominciati a comparire striscioni di protesta contro l’impianto. Che l’attenzione sulla vicenda sia altissima lo dimostrano i numeri del gruppo Whatsapp del Ctp 9, quello che comprende anche l’Aspio e Candia. In pochi giorni, da 150 iscritti, la chat è arrivata a 500 utenti. E c’è chi si è già mosso per organizzare una protesta sotto Palazzo del Popolo, attesa per martedì prossimo, di prima mattina. Il giorno è propizio: si terrà, infatti, quello che dovrebbe essere l’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva.
«Io ci vengo, però mi raccomando, non facciamo che siamo quattro gatti e facciamo brutta figura» si raccomandava qualcuno, ieri, nel gruppo. «Già la mia famiglia aveva combattuto contro l’inceneritore, ora il forno. Non c’è pace. Ma che lo facessero sotto casa loro» sbottava qualcun altro. «Lo facessero nel posto più lontano possibile, non spostato sotto il naso dei cittadini, da Tavernelle a Bolignano» la sentenza di una terza persona. E sia il Ctp che alcuni manifestanti autonomi avrebbero già preso contatti proprio con i responsabili del comitato Aria nostra, il cervello dietro la mobilitazione di Tavernelle che aveva costretto il Comune a fare marcia indietro.
I rapporti
Stavolta, però, il sindaco è stato categorico. «Adesso dobbiamo fare il forno, punto» aveva detto al Corriere qualche giorno fa. Al di là del sit in di martedì, la prima, vera occasione di confronto sarà data dall’assemblea pubblica che l’Amministrazione sta organizzando a Candia per il prossimo 28 luglio. In quell’occasione, l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini e i tecnici di Palazzo del Popolo incontreranno la cittadinanza per spiegare loro il progetto e fornire rassicurazioni in merito. Difficile dire come andrà, ma se i presupposti sono questi, ci sarà da tenere gli occhi ben aperti.




