il Municipio I chiede di cambiare i cantieri di Gualtieri
L’evento planetario dell’Anno Santo è ormai concluso, l’ondata eccezionale di visitatori fa parte del passato e la città tenta di riappropriarsi delle sue abitudini di sempre.
Eppure, nel quadrante compreso tra Prati, Borgo e le banchine del Tevere, affrancarsi dall’oppressione delle code sembra una scommessa persa in partenza.
La radicale metamorfosi della viabilità concepita per proteggere l’area sacra ha lasciato in dote un problema cronico: un blocco stradale permanente che logora chi vive e lavora in zona. Questa situazione di stallo ha spinto il Municipio I a inviare una richiesta perentoria a Palazzo Senatorio.
Con una votazione unanime, che ha visto convergere le forze di governo locale e i gruppi di minoranza, l’assemblea di via della Greca sollecita la giunta guidata da Gualtieri a modificare tempestivamente l’assetto viario della zona, rimediando ai cortocircuiti che stanno bloccando i raccordi principali.
L’intento politico è quello di correggere la rotta rispetto alle decisioni dell’ultimo periodo, alleggerendo il carico di veicoli che ogni giorno si riversa sulle corsie preferenziali e tagliando tempi di percorrenza considerati ormai fuori controllo.
La svolta sollecitata: riaprire il transito su ponte Vittorio per eliminare il collo di bottiglia
Il fulcro della mobilitazione istituzionale si concentra sull’attuale isolamento di via della Conciliazione. I provvedimenti adottati durante la fase acuta dei cantieri hanno drasticamente ridotto le possibilità di percorrere ponte Vittorio Emanuele II per chi punta verso la basilica di San Pietro, recidendo di fatto una delle arterie storicamente fondamentali per chi si muoveva dal nucleo del centro storico.
«Lo schema odierno costringe chi proviene da corso Vittorio Emanuele a una vera e propria odissea nel traffico», illustra Giulia Callini, esponente del Partito Democratico e alla guida della Commissione Lavori Pubblici del Municipio I, prima promotrice dell’atto. «Oggi i guidatori sono costretti a incanalarsi forzatamente sul Lungotevere, spingendosi fin quasi a piazza Cavour e alla Corte di Cassazione solo per trovare un varco utile a invertire il senso di marcia e dirigersi nuovamente verso Prati. È un circuito contorto che satura segmenti stradali già estremamente fragili. Restituire l’accesso diretto su ponte Vittorio è il presupposto minimo per dare respiro a tutta la rete circostante».

Piazza Risorgimento sotto esame: basta con l’ostacolo dei semafori continui
Se il collo di bottiglia si genera in prossimità dei ponti, il vero e proprio tappo si registra a piazza Risorgimento. Sotto i riflettori del parlamentino è finito il sistema semaforico che governa lo snodo, accusato di frammentare in modo eccessivo il transito delle vetture.
Nel giro di pochissimi metri, chi guida si imbatte in tre impianti in sequenza, una barriera che nei momenti di punta blocca l’intero piazzale.
I consiglieri caldeggiano una contromisura mirata:
L’impianto posizionato a ridosso dell’isola pedonale di via Ottaviano: Resta giudicato intoccabile, in quanto fondamentale per preservare l’incolumità dei pedoni e dei passeggeri diretti ai Musei Vaticani;
I semafori orientati verso via Crescenzio e via Cola di Rienzo: Di questi si pretende una profonda ricalibrazione delle tempistiche o una totale riorganizzazione, per impedire che le attese si ripercuotano a catena sulle strade adiacenti.
L’effetto domino di Piazza Pia e il ritorno del parcheggio sotterraneo
Il Municipio I non disconosce il pregio urbanistico dei progetti ultimati per il Giubileo.
La riqualificazione di Piazza Pia, con il completamento del sottopasso e l’inaugurazione della monumentale passeggiata pedonale tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, viene promossa come una conquista rilevante sotto il profilo del decoro e della fruibilità turistica.
Tuttavia, la riprogettazione degli spazi ha obbedito a un principio fisico banale: cancellando i motori dal nucleo monumentale, la mole di traffico si è scaricata in blocco sui confini esterni del rione Prati.
Per controbilanciare questa asimmetria, la mozione trasversale rispolvera un piano strategico a lungo rimasto in soffitta: il parcheggio sotterraneo sotto piazza Risorgimento.
L’intervento era stato provvisoriamente congelato per scongiurare che la presenza di un ulteriore cantiere di vaste proporzioni paralizzasse la viabilità cittadina durante le celebrazioni. Ora che la fase critica dell’Anno Santo è alle spalle, il primo municipio chiede di riaprire i faldoni.
Un’infrastruttura per la sosta interrata viene considerata lo strumento ideale per sradicare la sosta in doppia fila, sgomberare la superficie dalle auto e accompagnare, con criteri strutturati, la transizione verso un modello di mobilità sostenibile.
Tocca adesso all’Assessorato capitolino alla Mobilità raccogliere l’appello e stabilire se avviare la stagione dei correttivi.
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