trenta bus pronti a viaggiare dal centro al mare di Ostia
Per molti l’idrogeno all’ombra del Colosseo era rimasto un miraggio, una suggestione ecologista destinata a restare confinata nei cassetti dei sogni irrealizzati.
Dopo quasi tre anni di silenzi, zero cantieri e l’assenza totale di aggiornamenti sull’infrastruttura di rifornimento, l’ipotesi di vedere autobus a celle di combustibile circolare per le strade della Capitale sembrava ormai tramontata.
E invece no. Il piano non solo resta nell’agenda del Campidoglio, ma si prende lo spazio delle priorità nel nuovo bilancio approvato da Atac.
L’azienda dei trasporti ha confermato ufficialmente il piano per l’acquisto di 30 bus a idrogeno e la contestuale metamorfosi dello storico deposito di Acilia, destinato a diventare l’hub operativo di questa tecnologia.
La mossa si inserisce nella più ampia manovra con cui Palazzo Senatorio punta a rottamare il vecchio e fumoso parco mezzi cittadino. Il nuovo Piano Strategico Operativo di Atac prevede investimenti monstre per circa 1,2 miliardi di euro nell’arco dei prossimi dieci anni. Di questi, ben 420 milioni di euro verranno impegnati nel solo 2026 per ridisegnare la rete e la flotta.

La flotta del futuro: mille bus verdi, tram e nuovi vagoni per la metro
Il cuore dell’investimento miliardario servirà a dare una violenta accelerata alla transizione ecologica del trasporto pubblico. Il programma della municipalizzata prevede lo sbarco a Roma di 962 nuovi autobus, di cui la fetta più consistente — ben 489 mezzi — sarà composta da veicoli interamente elettrici. A completare il quadro arriveranno anche 40 nuovi tram per i binari di superficie e 43 treni di ultima generazione pronti a rinforzare le linee della metropolitana A, B, B1 e C.
In questo risiko della sostenibilità, l’idrogeno giocherà la partita delle lunghe distanze. Se l’elettrico a batteria rappresenta la soluzione ideale per il traffico congestionato del centro storico, il gas leggero offre vantaggi unici per una metropoli sconfinata come Roma.
I vantaggi strategici dell’idrogeno:
Autonomia da record: I mezzi garantiscono una percorrenza tra i 500 e i 600 chilometri con un solo rifornimento.
Rifornimento lampo: Per fare il pieno al serbatoio bastano meno di 20 minuti, tempi infinitamente inferiori rispetto alle ore necessarie per rigenerare le batterie di un normale bus elettrico.
Dalla Sapienza ad Acilia: la rinascita di un progetto fantasma
Le prime tracce del progetto risalgono al 2023, quando l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, presentò alla Casa delle Tecnologie Emergenti della Tiburtina un piano da sei milioni di euro per realizzare una stazione di produzione e stoccaggio dell’idrogeno proprio ad Acilia.
L’anno successivo, nel 2024, nel piano entrò anche l’Università Sapienza con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (Dima), incaricato di disegnare l’architettura tecnica delle infrastrutture. Poi, il nulla. Il silenzio amministrativo aveva convinto sindacati e osservatori che la sperimentazione fosse stata silenziosamente accantonata per i costi elevati e la complessità della filiera.
Il reinserimento nel piano industriale ribalta lo scenario. L’idrogeno servirà come tecnologia complementare all’elettrico, ideale per coprire le tratte più lunghe ed estese della città.
L’idea della prima linea è già sul tavolo dei tecnici: i trenta bus ecologici dovrebbero essere impiegati per collegare il centro della città con il litorale di Ostia, un corridoio chilometrico ad altissima frequenza dove l’autonomia del mezzo fa tutta la differenza tra un servizio efficiente e un sistema costantemente in panne.
Il cronoprogramma esatto per i primi viaggi è ancora da definire, ma la firma sul bilancio Atac garantisce che i fondi ci sono e il motore verde è pronto a partire.
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