Non basta riqualificare gli alberghi, investire su una città più vivibile

“Il dibattito sul futuro del turismo riminese è quanto mai necessario, ma è il momento di fare anche un passo in più: serve una visione complessiva della città – dice il presidente di Confcommercio, Giammaria Zanzini – perché la competitività di una destinazione non dipende soltanto dagli alberghi, dalle piscine o dalle infrastrutture, ma dalla qualità dell’esperienza che il territorio è in grado di offrire nel suo insieme. La riqualificazione alberghiera serve, non c’è dubbio”.
“Eppure sarebbe un errore chiedere agli imprenditori alberghieri di investire milioni di euro nella riqualificazione delle strutture se, una volta usciti dall’hotel, gli ospiti si trovassero davanti negozi chiusi, servizi carenti, scarsa sicurezza o spazi urbani privi di attrattività. La vacanza inizia quando il turista arriva in città e continua ogni volta che esce dalla propria camera. Questo deve valere anche per il turismo congressuale, che è il primo ambasciatore della destinazione. Se chi arriva a Rimini per lavoro non torna con la propria famiglia per una vacanza, significa che non siamo riusciti a trasformare un’opportunità in valore. E questo non deve più accadere”.
Per il presidente provinciale di Confcommercio, la sfida riguarda l’intero sistema urbano. “Una destinazione turistica moderna deve essere innanzitutto una città viva e piacevole da vivere per i residenti. Commercio di vicinato, pubblici esercizi di qualità, mobilità efficiente, decoro, sicurezza, servizi e spazi pubblici curati non sono elementi accessori: sono parte integrante del prodotto turistico. Esistono aree della città, comprese alcune individuate come Hub Urbani e di Prossimità, dove negli anni il tessuto commerciale si è progressivamente impoverito”.
“Il caso di San Giuliano Mare è emblematico: un quartiere di circa 5.000 residenti che ha perso gran parte dei servizi di vicinato e presenta ancora numerose strutture alberghiere dismesse. È difficile immaginare una destinazione turistica competitiva se non si interviene anche sulla qualità della vita quotidiana”.
Per questo Confcommercio rilancia la proposta di un moderno Regolamento del Commercio di prossimità, capace di accompagnare la trasformazione della città. “Occorre dotarsi di strumenti urbanistici e commerciali che incentivino qualità, innovazione e investimenti, che disciplinino in modo equilibrato i pubblici esercizi, favoriscano l’accessibilità, migliorino il decoro e riportino servizi essenziali nei quartieri. Solo così gli investimenti privati potranno produrre benefici diffusi”.
Secondo il presidente di Confcommercio, il confronto sul turismo deve ora tradursi in una strategia condivisa. “Il Piano Strategico può diventare la cabina di regia di una nuova stagione di sviluppo, mettendo finalmente in relazione turismo, commercio, urbanistica, mobilità, sicurezza e qualità della vita. Le sfide non si affrontano per compartimenti stagni”.
Infine Zanzini propone anche un cambio di paradigma nella narrazione della destinazione. “Per anni abbiamo parlato di Made in Rimini o di Rimining. Oggi credo sia arrivato il momento di costruire il Sense of Rimini: il Senso di Rimini. Significa valorizzare l’identità della città, la sua autenticità, il commercio di prossimità, gli eventi, la qualità dello spazio pubblico e l’accoglienza diffusa. Perché il turista non ricorda soltanto dove ha dormito, ricorda soprattutto come si è sentito e l’emozione percepita. Ed è proprio da questa esperienza complessiva che passa il futuro della nostra destinazione”.
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