Marche

Civitanova, Emanuele Cognigni aggredito e rapinato da due malviventi a volto scoperto mentre passeggia con il suo cane

CIVITANOVA – Avvicinato da un uomo, aggredito e rapinato dal complice. È accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì a Fontespina, il quartiere dove Emanuele Cognigni, la vittima del raid, vive e lavorava. Conosciuto praticamente da tutti, ha gestito con la moglie Paola il negozio Cori che vendeva articoli da giardinaggio e per le coltivazioni, partecipa attivamente alla vita della parrocchia (sempre in prima fila per la festa di Fontespina) ed è tra i fondatori dell’associazione di cittadini Cea. Sono proprio gli altri componenti, Angelo Broccolo e la consigliera comunale Siria Carella, ad aver diffuso la notizia.

La ricostruzione

Cognigni stava portando a spasso il cane in via Nobile quando, intorno alle 19.30, è stato avvicinato da un uomo che lo ha avvicinato chiedendogli un’informazione. Il commerciante in pensione lo ha descritto come una persona vestita in modo elegante. Mentre stava conversando, improvvisamente da dietro veniva aggredito da un altro uomo, rivelatosi complice del primo. Questi, riusciva, pur tra la strenua resistenza di Emanuele Cognigni, a strappargli la catenina che portava al collo, dove erano anche appesi un crocefisso e la fede nuziale. Vano il tentativo di Cognigni di inseguire i due uomini, gesto più che altro istintivo. Ferito, ha chiamato la polizia, che è giunta tempestivamente. Sul posto una pattuglia del commissariato ma dei due malviventi non c’era più traccia. L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso dove è stato medicato da graffi e contusioni varie causate dalla lotta per difendersi. Episodio che è stato formalmente denunciato. Angelo Broccolo del comitato Cea commenta amaramente l’accaduto: «Incredibile che in piena estate, nell’ora in cui c’è massimo deflusso dalle spiagge, quindi con tantissime persone in giro, delinquenti a viso scoperto mettano in atto un’azione tanto plateale e violenta. Civitanova, al contrario di quello che si vuol far credere da certa politica, non è peggio o meglio di altre realtà ma è immersa nel marasma di impunità che è figlia del nostro sistema Paese».




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