Marche

«Il 54% del pubblico da fuori regione»

FANO – La Fano dei Cesari 2026 è un evento che mostra «rilevanti potenzialità in termini di attrattività turistica, fidelizzazione e promozione territoriale». Questa è la conclusione cui è giunto Valerio Temperini, docente universitario di Economia e commercio all’università Politecnica di Ancona.

I due capisaldi

L’analisi sull’evento dell’estate fanese muove da due capisaldi e il primo è la ricaduta economica sulla città. È stata stimata in una forbice tra 1,45 e1,82 milioni di euro. L’indagine distingue tra la spesa dei turisti (stimata tra 783.000 e 978.000 euro) e degli escursionisti (tra 672.000 e 838.000 euro.)

Altro perno del quadro sono gli oltre 4.000 partecipanti alla giornata conclusiva. Rispetto alla situazione attuale, un ulteriore margine di crescita è nell’ampliare la popolarità della manifestazione per allinearla ad altre manifestazioni di grande richiamo. L’amministrazione comunale ha commissionato al Politecnico di Ancona le rilevazioni sull’impatto dei principali eventi a Fano. Per quanto riguarda La Fano dei Cesari, i risultati dell’indagine si basano sulle risposte a 399 questionari. La nota diffusa ieri dall’ente locale ha sottolineato anche alcuni aspetti qualitativi di valutazione, come la risposta popolare: «Un grande successo di partecipazione». Oppure come il «forte coinvolgimento delle fazioni», considerate le «protagoniste di un percorso durato diversi mesi e culminato nella giornata finale». O, infine, come il supporto assicurato dalle associazioni di categoria. Un «valore aggiunto fondamentale dell’edizione 2026» è considerato il legame tra la manifestazione e il recente ritrovamento della basilica progettata da Marco Vitruvio Pollione. La straordinaria scoperta archeologica ha reso la Fano dei Cesari «un’occasione per far conoscere e approfondire il rapporto tra Vitruvio, l’architettura romana e la città».

I dati dell’indagine sull’edizione 2026, invece, evidenziano innanzitutto «una forte capacità di attrazione: il 53,6% degli intervistati proviene da fuori Comune, mentre il 18% arriva da fuori regione. Circa un visitatore su quattro ha pernottato in città e, tra coloro che hanno scelto Fano per il proprio soggiorno, la metà si è fermata per tre notti. Particolarmente rilevante anche la distanza percorsa per raggiungere la manifestazione: quattro visitatori su dieci hanno affrontato un viaggio superiore ai 100 chilometri, mentre il 15% dei partecipanti residenti in Italia ha percorso più di 300 chilometri».

La prima volta a Fano

Per concludere, qualche altro elemento numerico e in percentuale: «Un terzo degli intervistati ha visitato Fano per la prima volta. La Fano dei Cesari rappresenta uno dei principali motivi del viaggio per il 61% dei turisti pernottanti e addirittura per l’85% degli escursionisti. Circa la metà dei turisti che hanno pernottato a Fano, ha visitato o ha dichiarato di voler visitare la basilica di Vitruvio, mentre circa un partecipante su sei ha preso parte all’itinerario “Alla scoperta di Vitruvio”». Quanto al livello di soddisfazione, il voto medio è stato 7,8 su un massimo di 10. Il 95% degli intervistati consiglierebbe la Fano dei Cesari ad altre persone.




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