Scappa dal posto di blocco e lancia l’Audi a oltre 200 km/h: nei guai un 20enne
Ha finto di accostare, rallentando docilmente di fronte alla paletta alzata degli agenti.
Poi, in una frazione di secondo, ha schiacciato il piede sull’acceleratore, trasformando una berlina di lusso in un proiettile, puntando dritto contro i poliziotti e lanciandosi in una fuga folle a oltre 200 chilometri orari prima nel centro abitato e poi lungo la via Appia.
La corsa di un ventenne al volante di un’Audi S3 è finita negli uffici del Commissariato di Cisterna di Latina: dopo giorni di indagini serrate, i poliziotti sono riusciti a dare un nome e un volto al conducente pirata, denunciandolo a piede libero alla Procura della Repubblica.
I fatti risalgono allo scorso 30 giugno, quando una pattuglia del presidio locale era impegnata in un normale posto di controllo lungo la strada provinciale per Latina, proprio all’intersezione con via Sandro Pertini.
Il poliziotto costretto a gettarsi di lato
La dinamica ricostruita dagli investigatori fotografa una manovra deliberata e pericolosissima. Alla vista della Polizia, il giovane ha scalato le marce e ha accelerato bruscamente puntando la sagoma del poliziotto che gli aveva imposto l’alt.
Solo la prontezza di riflessi dell’agente, capace di fare un balzo repentino sulla banchina per evitare l’impatto, ha evitato la tragedia.
Da quel momento è scattato un inseguimento ad alta tensione. Il ventenne ha attraversato il centro abitato di Cisterna a velocità folle, mettendo a rischio la vita di passanti e automobilisti, per poi immettersi sulla via Appia in direzione del capoluogo pontino.
Lungo la statale il ragazzo ha inanellato una serie di sorpassi da brivido, superando la barriera dei 200 all’ora e riuscendo momentaneamente a far perdere le proprie tracce.
Tradito dal contratto di noleggio del familiare
La fuga è durata lo spazio di pochi giorni. Gli agenti del commissariato hanno avviato accertamenti a tappeto sulle banche dati delle società di autonoleggio della zona, incrociando il modello della vettura e le testimonianze. Il cerchio si è stretto attorno a un contratto stipulato da un familiare del ragazzo.
Messo alle strette e convocato in ufficio, il ventenne è crollato ammettendo le proprie colpe. Dietro la decisione di forzare il blocco non c’erano legami con la criminalità, ma il panico di essere fermato: a causa dell’età e dei limiti della sua patente, il giovane non avrebbe mai potuto mettersi alla guida di una vettura di quella cilindrata e potenza. Per lui, oltre alle pesanti sanzioni stradali, è scattata la denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria.
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