Economia

Giovani italiani alle prese con il rebus fiscale: pesa la scarsa cultura finanziaria


Allerta ‘culturale’ per Zoomer e Millennial italiani, chiamati a confrontarsi sempre più spesso su temi amministrativi e fiscali d’uso quotidiano come detrazioni, deduzioni, adempimenti fiscali o, più semplicemente, residuo ferie, straordinari e festivi, senza disporre delle necessarie competenze di base. In particolare, secondo la ricerca ‘Educazione finanziaria a ritmo della Gen Z’ di Value Partners e Aief (Associazione italiana educatori finanziari) presentata al Senato il 23 giugno, solo un giovane su tre (35%) dispone di una preparazione sufficiente in materia economica e finanziaria, collocando l’Italia tra gli ultimi Paesi dell’Area Ocse.

Il deficit culturale emerge anche dalle valutazioni degli utenti della piattaforma EduFin, dove gli appartenenti alla fascia 25-34 anni non raggiungono la sufficienza, fermandosi a 55 punti su 100, sei in meno rispetto al cluster 45-64 anni. “Molti giovani che oggi firmano il loro primo contratto estivo non sanno cosa sia un’aliquota, un contributo o una detrazione. E non per negligenza o pigrizia – commenta Alessio Serio, ceo e co-fondatore di Personal Fisco, app per la gestione fiscale personale – A scuola, del resto, non si studia la busta paga e il primo lavoro arriva senza istruzioni”.

Almeno cinque le nozioni fondamentali da conoscere prima di firmare un contratto di lavoro: la Naspi va richiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, pena la perdita del diritto; il periodo di disoccupazione genera contribuzione figurativa; ogni datore di lavoro rilascia una propria Certificazione Unica; l’indennità Naspi costituisce reddito e deve essere dichiarata; in busta paga occorre verificare stipendio lordo, netto e trattenute previdenziali e fiscali. Imprescindibili.


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