Bosa, non si placa lo scontro tra minoranza e sindaco, i consiglieri Masala e Campus: “Insulti perché non si hanno argomenti”
Bosa
Nuovo affondo degli esponenti dell’opposizione in risposta all’ultimo intervento del primo cittadino
“I cittadini hanno capito a proprio discapito che l’improvvisazione e l’impreparazione causa disastri”. Non si placa a Bosa lo scontro tra i consiglieri di minoranza Angelo Masala e Alessandro Campus e il sindaco Alfonso Marras, dopo che quest’ultimo ha invitato gli esponenti dell’opposizione a un confronto pubblico sui temi che riguardando la città.
“Quando uno ricorre agli insulti non ha argomenti: si cerca la rissa per confondere le idee”, commentano Masala e Campus, che secondo il primo cittadino si assenterebbero o sottrarrebbero al confronto durante le sedute del Consiglio. “Potremmo con grande tranquillità ricorrere alle nostre esperienze professionali e lavorative per dimostrare quello che siamo e quello che abbiamo fatto, ma mai scendere a tale livello di bassezza e di rissa: non ce lo consente l’educazione e la genia, saper scansare i cazzotti è un’arte. Lavorare per la città: questa è l’unica cosa che conta, il resto non interessa nessuno e non porta risultati; non risolve i problemi”.
Facendo il punto dei progetti avviati e conclusi, nella sua ultima nota il sindaco Marras ha accusato i consiglieri di parlare “a titolo personale, non rappresentando nemmeno i loro gruppi” solo attraverso i social o per comunicati stampa, disertando il Consiglio comunale e trattando “ogni argomento con una superficialità e un condensato di inesattezze a dir poco imbarazzanti”.
“Usare l’insulto per mascherare la gestione inefficace della città è una modalità che non funziona più. Piuttosto che sognare duelli rusticani, a cui peraltro noi non abbiamo tempo da dedicare in quanto lavoratori impegnati nella propria professione, si pensi a risolvere i problemi che negli ultimi anni sono aumentati a dismisura”, proseguono i consiglieri. “Si risponda nel merito sulle centinaia di migliaia di finanziamenti persi, sullo stato vergognoso del verde pubblico, sulle indecenti condizioni strutturali del cimitero, sullo stato di abbandono dei quartieri (tutti indistintamente), sulle cause pressoché costantemente perse, eccetera”.
“Si pensi a lavorare e si lascino perdere le polemiche che a nulla servono e nessuno spaventano”, aggiungono i consiglieri. “Siamo persone educate e non abbocchiamo alle provocazioni rispettando sempre ruoli e responsabilità, ancorché convinti che tale consapevole sensibilità non appartiene a tutti.
Stiamo faticosamente – e spesso stando in silenzio per amore della città e della sua immagine – esercitando un ruolo avversato in maniera importante dall’Amministrazione, a partire dalle riunioni sempre convocate di mattina. Che dire poi dell’utilizzo del sito istituzionale del Comune per insultare consiglieri di minoranza, senza mai dare conto dell’attività (per esempio le interpellanze e gli interventi)? Ma sono tutte questioni minime, residuali.
L’unico elemento certo è uno: la città è completamente bloccata, ferma e in disarmo come tutti vedono e, infatti, tutte le attività di denuncia della minoranza riguardano le numerose e continue promesse mai mantenute”.
“Anche oggi, nel comunicato, si parla di tante attività ed azioni praticamente invisibili ai più, nonostante questa amministrazione stia affrontando la terza stagione estiva senza alcuna programmazione e risultato evidente. Si ricorda che l’attività politica dell’opposizione si esercita come e nella maniera che si ritiene opportuna, non seguendo le indicazioni della controparte con l’unico obbiettivo di dare risposta ai cittadini i quali sono unici beneficiari del mandato amministrativo. Stiamo lavorando tutti i giorni, con una presenza assidua”, precisano i consiglieri.
“La città attende fatti e risposte su tutto: dopo due anni solo proclami ed incerti avvii. Come quello della Fondazione di cui, ahinoi, ci dovremo occupare in fretta. Vogliamo solo il bene di Bosa e per questo abbiamo deciso di lavorare (sì, questo verbo ci piace proprio!) per la città. Intervenendo sulle cose per il bene della città, non per fare polemiche sterili Senza denigrare nessuno, senza sminuire i ruoli e le funzioni. Dando e pretendendo il giusto rispetto. Non per mancanza di coraggio, quello serve per cose più importanti. Sempre nella certezza che l’educazione è di chi la da, non di chi la riceve. Sempre nella ferma volontà di non offendere, non sfidare, non urlare, non digrignare i denti. Bosa vale più di uno scranno di potere: Bosa vale di più!”, concludono Campus e Masala.
Mercoledì, 8 luglio 2026
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