Morto nell’inseguimento: l’autopsia conferma il decesso per i traumi dello scontro

L’esame medico-legale eseguito al Mazzini rileva lesioni fatali incompatibili con la vita dopo lo scontro frontale con la jeep dei Carabinieri. La Procura rilascia il nulla osta per i funerali, che si terranno domani a Pescara, e prepara la perizia cinematica
TERAMO – Massimo Ciarelli è morto a causa dei gravissimi traumi riportati nel violento scontro frontale tra lo scooter su cui viaggiava e la Jeep Renegade dei carabinieri, al culmine di un inseguimento iniziato a Montesilvano. Fatali la rottura della colonna vertebrale e una serie di lesioni sistemiche che sono risultate immediatamente incompatibili con la sopravvivenza del 43enne pescarese.
Questo è il primo quadro chiaro emerso dall’autopsia eseguita stamattina nell’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo dall’anatomopatologa Donatella Fedeli. L’esame, disposto dal sostituto procuratore Elisabetta Labanti nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio stradale – che al momento non vede iscritti nel registro degli indagati grazie all’applicazione del modello 45-bis per i pubblici ufficiali –, si è protratto per circa tre ore e mezza. All’accertamento hanno preso parte anche i consulenti tecnici di parte nominati dai familiari della vittima, e sono stati effettuati i prelievi biologici di routine necessari per i successivi ed obbligatori esami di laboratorio. Subito dopo la conclusione dell’esame autoptico, il magistrato inquirente ha rilasciato il nulla osta per la sepoltura, restituendo la salma alla famiglia. I funerali di Massimo Ciarelli saranno celebrati domani, alle ore 16, nella chiesa della Madonna del Fuoco a Pescara, il quartiere di residenza della madre dell’uomo. Con l’archiviazione dell’esame medico-legale si chiude il primo atto irripetibile dell’inchiesta; nei prossimi giorni la Procura affiderà una consulenza cinematica per ricostruire le traiettorie e la velocità dei due mezzi, un’analisi tecnica che si preannuncia solida grazie alle immagini già acquisite dalla dash cam installata a bordo della gazzella dell’Arma.
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