Assegnazioni provvisorie 2026/27, attesa per il via libera: il contratto con nuove deroghe è fermo alla Funzione Pubblica

Le domande per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni non sono ancora partite. Il motivo del ritardo, secondo quanto riferito da Stefano Cavallini, componente della segreteria nazionale Anief, è legato all’iter di approvazione del nuovo Contratto collettivo integrativo, che deve ancora ottenere il via libera della Funzione Pubblica. Il sindacato si aspetta comunque uno sblocco della situazione a breve.
Il contratto è in attesa della validazione
Intervenendo durante Question Time su Orizzonte Scuola TV, Cavallini ha spiegato che il confronto sulle assegnazioni provvisorie si svolge direttamente con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e non coinvolge l’Aran.
“Stiamo attendendo la validazione della Funzione Pubblica sulla proposta del contratto, con l’inserimento delle nuove deroghe”, ha affermato.
Proprio questo passaggio starebbe rallentando la pubblicazione del contratto integrativo e l’apertura delle funzioni su Istanze online per la presentazione delle domande.
Tempistiche più lunghe del previsto
Secondo Cavallini, il calendario è già in ritardo rispetto agli anni precedenti.
“Siamo andati un po’ più in là rispetto alle tempistiche ordinarie, perché il contratto avrebbe già dovuto essere pubblicato, insieme all’apertura delle istanze”, ha osservato.
Il sindacato ritiene però che l’attesa sia ormai agli sgoccioli.
“Mi aspetto tutto a breve, ha dichiarato.
Le deroghe dovrebbero ricalcare quelle della mobilità
Sul contenuto del nuovo contratto, Cavallini non prevede modifiche sostanziali rispetto alle deroghe già introdotte per la mobilità territoriale e professionale.
“Non mi aspetto grandissime differenze rispetto a quanto già deciso per i figli”, ha spiegato.
La novità dovrebbe essere rappresentata dall’estensione della deroga ai docenti che devono assistere genitori con più di 65 anni.
“Penso che saranno riproposte le stesse deroghe previste per la mobilità, con l’aggiunta dei genitori ultrasessantacinquenni, che invece nella mobilità territoriale e professionale non erano previsti”, ha concluso il rappresentante Anief.
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