Marche

trovato il muro del tempio di Augusto. Stanziati dalla regione 200mila euro


FANO – Non sono state di scarso rilievo le novità emerse nel corso della periodica relazione tenuta dalla Soprintendenza ai beni archeologici delle province di Ancona e Pesaro sull’esito degli scavi relativi alla basilica di Vitruvio. La notizia è che sono tornate alla luce reperti che si riferiscono al Tribunal e alla Aedes Augusti, il sacello che Vitruvio volle inserire all’interno della sua costruzione in onore dell’imperatore, costituiscono segnali inoppugnabili dell’aspetto dell’antico edificio, più volte immaginato spesso con fantasia o approssimazione, da architetti, archeologi e artisti nel corso della storia.

 Il sovrintendente Pessina

Gli ultimi sviluppi delle ricerche sono stati resi noti dal soprintendente Andrea Pessina e dal funzionario archeologo direttamente sul campo Tommaso Casci Ceccacci. Di non poco conto anche il rinvenimento del plinto di una terza colonna sul fronte che si rivolgeva al foro e di basi di statue onorarie che intervallavano le colonne situate invece nella parte posteriore. Qui è stato ritrovato e messo in luce anche il muro perimetrale del lato lungo della basilica e unito ad esso parte del muro che si distaccava dal grande rettangolo della basilica per formare il sacello e l’attaccatura dell’abside che delimitava il Tribunal. Là dove le successive costruzioni hanno cancellato del tutto le murature relative alla basilica romana, gli archeologi hanno rinvenuto le tracce sul terreno nelle sue distinte colorazioni, di ciò che descrive Vitruvio nel suo De Architectura. «Ormai – ha dichiarato il soprintendente Pessina – abbiamo il riscontro di tutti i dati delle misure descritte da Vitruvio. Ma c’è di più, perché dall’analisi del terreno abbiamo avuto riscontro che la basilica ha avuto più fasi relative alla sua costruzione documentate da diverse pavimentazioni, oltre quella più pregevole realizzata in marmo proveniente dalla Turchia. Addirittura si è scoperto che la basilica stessa è stata costruita sullo stesso posto di un precedente edificio».

Ora gli scavi nel settore della basilica sono pressoché ultimati. La Soprintendenza procederà con il restauro e il consolidamento di quanto ritrovato, affinché a causa dell’azione erosiva degli agenti atmosferici, nulla vada perduto. Quindi presenterà le sue scoperte alla borsa del Turismo di Paestum che si terrà il 29 ottobre. In seguito le ricerche proseguiranno nell’area del macellum.

Fondi di Regione e Comune

Nel frattempo il sindaco Luca Serfilippi ha dato notizia che la Regione ha messo a disposizione 200.000 euro, cui il Comune ha unito una cifra di pari importo per valorizzare quanto è stato scoperto. L’Amministrazione comunale inoltre intende dare dignità al fabbricato della pescheria, finanziando un progetto che ne migliorerà l’aspetto e ne bonificherà l’aspetto igienico. L’edificio verrà dotato di una nuova illuminazione, di cancelli che ne impediranno l’ingresso durante le ore notturne, di reti antipiccioni e di una nuova tinteggiatura. Così dicendo il sindaco ha escluso, almeno per il momento, che la pescheria sarà abbattuta, per ampliare la visibilità di ciò che ancora le sue fondamenta nascondono della basilica di Vitruvio.




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