Piemonte

Carburanti, dal 4 luglio aumentano i prezzi di benzina e diesel: quanto costerà il pieno

Venerdì 3 luglio 2026 segna l’ultimo giorno in cui gli automobilisti italiani possono beneficiare delle accise ridotte sui carburanti. Da sabato 4 luglio termina infatti lo sconto fiscale introdotto dal Governo per contenere gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche provocato dalle tensioni internazionali in Medio Oriente.

Con la fine della misura, benzina e diesel torneranno a essere gravati dalle aliquote ordinarie, con un immediato aumento dei prezzi alla pompa. L’ultimo decreto, entrato in vigore il 6 giugno, aveva previsto una riduzione delle accise di 5 centesimi al litro su entrambi i carburanti, che grazie all’Iva si traduceva in un risparmio effettivo di circa 6 centesimi al litro.

Secondo le stime del Codacons, la revoca dello sconto comporterà un aggravio di circa 3,05 euro per ogni pieno. I prezzi medi sono destinati a salire rapidamente: il gasolio dovrebbe attestarsi intorno a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e superare i 2 euro al litro in autostrada, dove il prezzo medio è stimato a 2,02 euro. Per la benzina, invece, si prevedono 1,86 euro al litro nei distributori cittadini e circa 1,95 euro lungo la rete autostradale.

La scelta del Governo di non prorogare il taglio delle accise è motivata principalmente dalla necessità di tutelare i conti pubblici e dal miglioramento del quadro internazionale del mercato petrolifero. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato che la cosiddetta “bonaccia della pace” ha favorito un calo delle quotazioni del greggio, facendo venir meno le condizioni che avevano reso necessario l’intervento straordinario. Una posizione condivisa anche dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha escluso la presenza di una situazione di emergenza.

Il prezzo del Brent, infatti, è passato dai 95 dollari al barile registrati all’inizio di giugno agli attuali 70,8 dollari, con una flessione di circa il 25,5%. Le associazioni dei consumatori, però, evidenziano come questa diminuzione non sia stata trasferita integralmente ai prezzi alla pompa, che nello stesso periodo sono diminuiti soltanto di circa il 6%.

Le reazioni alla fine dello sconto sono state critiche. Assoutenti avverte che il rincaro dei carburanti rischia di avere effetti anche sui prezzi al dettaglio e sull’inflazione, chiedendo al Governo di superare gli interventi temporanei e avviare una riduzione strutturale delle accise, considerate tra le più elevate d’Europa.

Preoccupazione anche dal mondo delle imprese. Il presidente della Confederazione Aepi, Mino Dinoi, pur riconoscendo le esigenze di bilancio dello Stato, ha definito la fine dello sconto “una notizia negativa” soprattutto per le micro e piccole imprese, auspicando misure capaci di sostenere la competitività del sistema produttivo.

Da sabato 4 luglio, dunque, gli automobilisti dovranno fare i conti con un nuovo aumento dei prezzi di benzina e diesel. Una crescita che riporta l’attenzione sul peso della fiscalità sui carburanti e sulla difficoltà del mercato nel riflettere rapidamente i ribassi delle quotazioni internazionali del petrolio.

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