Economia

Maxi multa contro Amazon: sarà la Consulta a decidere


ROMA – Sarà la Corte costituzionale a chiarire se sia legittima la multa da 1,128 miliardi che il Garante della Concorrenza (l’Antitrust) ha inflitto ad Amazon il 30 novembre 2021.

L’Antitrust ha sanzionato Amazon perché responsabile – a suo parere – di aver favorito il proprio servizio di logistica assicurando vantaggi ai venditori che lo usavano, in termini di visibilità e condizioni commerciali.

Nei suoi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, Amazon si è difesa anche con un argomento procedurale. L’Antitrust si sarebbe mossa tardi. Pur avendo ricevuto segnalazioni nel 2015 e nel 2017, ha aperto l’istruttoria solo il 10 aprile 2019. L’articolo 14 della legge 689 del 1981 impone all’amministrazione di contestare un presunto illecito entro 90 giorni dall’accertamento.

Nell’incertezza

Il Consiglio di Stato – esaminando il ricorso di Amazon – ricorda che la regola è stata applicata anche ai procedimenti Antitrust. Serve a evitare che un’autorità lasci un’impresa nell’incertezza per anni, per poi colpirla con una sanzione pesante.

Ma c’è un problema: la Corte di Giustizia dell’Ue pensa che un termine così rigido, se porta ad annullare le multe Antitrust, rende difficile applicare il diritto europeo della concorrenza.

In questo quadro il Consiglio di Stato chiede ora alla Corte costituzionale se può disapplicare la regola italiana dei 90 giorni, come sembra imporre il diritto comunitario, senza violare la Costituzione.


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