Marche

Villa Pera, salgono le preoccupazioni per Beko


COMUNANZA – Rimane sempre alta l’attenzione sulla situazione dello stabilimento Beko Europe di Villa Pera. Non si attenua tra sindacati e lavoratori una certa preoccupazione sulla continuità produttiva del sito. E infatti negli ultimi tre mesi sono state diverse le giornate di fermo lavorativo. Ad aprile gli operai sono rimasti a casa per nove giorni, praticamente per metà mese, contando le giornate di lavoro mensili. Quasi allo stesso livello a maggio dove la catena produttiva della fabbrica è rimasta ferma per otto giorni, sempre non continuativi ma distribuiti nell’arco del mese.

 A giugno, sono due i giorni di stop nei quali si è fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni. Ad essi, però, è da aggiungere una settimana di ferie effettuata, che, negli ultimi anni, viene goduta alla fine di giugno, invece di concentrare tutto ad agosto.

I motivi

Questa minore produzione potrebbe essere conseguenza, probabilmente, delle fluttuazioni del mercato. I sindacati sia provinciali che della rsu di stabilimento, interpreti anche dell’umore dei lavoratori, non nascondono la loro preoccupazione. Ciò anche in relazione all’andamento negativo del settore degli elettrodomestici e a quanto sta accadendo ad Elettrolux, che ha proposto tagli notevoli di personale. Vertenza in piedi al ministero delle Imprese e Made in Italy.

Le sollecitazioni

Per Villa Pera i sindacati sollecitano gli investimenti previsti nel piano industriale fino al 2027. Tra questi l’istallazione di pannelli solari per tre milioni di euro, che permetterebbero un abbattimento del costo dell’energia. Gli altri investimenti riguarderebbero il prodotto (4 milioni), il processo produttivo (4 milioni e la ricerca e sviluppo (4 milioni). Da ottobre del 2025 la fabbrica è ridimensionata riguardo al numero di dipendenti ed ai volumi produttivi. Infatti la forza lavoro si era ridotta di 80 unità tramite uscita volontaria, sostenuta da incentivi diversi con vari scaglioni. Dunque la forza lavoro era passata da 320 unità a 240. Conseguentemente si era abbassata anche la produzione annua prevista, che da 630mila tra lavatrici e lavasciuga era scesa a 420mila pezzi. Poi c’è sempre il nodo dell’alta età media dei lavoratori presenti. Fondamentale sarebbe abbassarla, ma questo è possibile solo con nuove assunzioni di giovani e a tempo indeterminato. E questo è tutta una scommessa.

Il monitoraggio

Comunque rimane aperto il monitoraggio periodico della situazione da parte di sindacati, istituzioni locali con in primis il sindaco di Comunanza Domenico Sacconi, la Regione e lo stesso Mimit.




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