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Morti a La Guaira 2 italovenezuelani. Comunità in ansia

Il devastante terremoto dell’altra notte ha sconvolto la numerosa comunità italiana in Venezuela. Due scosse ravvicinate e violente oscillazioni hanno seminato paura e distruzione: La Guaira, nel nord del Paese, appare come bombardata e l’aeroporto Simón Bolívar di Maiquetía è chiuso. Comunicazioni difficili, blackout elettrici e servizi a terra compromessi hanno reso ancora più angosciante la notte per migliaia di famiglie italiane, già provate da anni di crisi e da un regime che ha costretto quasi un terzo di loro ad andarsene. In Venezuela si stima che vivano oltre un milione e mezzo di oriundi, con circa 160mila nostri concittadini registrati all’Aire: una comunità storica che oggi vive ore di vero terrore e incertezza, con il cuore stretto dalla preoccupazione per parenti, amici e per un Paese che considerano anche casa loro. Due cittadini italovenezuelani risultano dispersi, lo rende noto la deputata italovenezuelana Mariela Magallanes. Secondo le informazioni diffuse, Vitito Giorgini e suo padre Alberto Giorgini si trovavano nell’edificio crollato Nautilus a Catia La Mar, nello Stato di La Guaira.

Angela Ingiamo, membro della Casa Italo-Venezuelana e nota per il suo impegno nella distribuzione di aiuti durante la pandemia di Covid, è sana e salva con la famiglia a Valencia, ma il suo edificio a La Guaira è crollato. Maria Claudia Lopez, presidente dell’Unione Italo-Venezuelana, lancia un appello accorato: “In un Paese prostrato da decenni di regime, questo è troppo. Chiedo alla comunità italiana di esserci vicina”. La deputata italo-venezuelana Mariela Magallanes ringrazia “il Governo italiano e la comunità italo-venezuelana. Abbiamo bisogno di sostegno per il popolo venezuelano. È una richiesta di preghiera per salvare vite umane. La Guaira è in stato di disastro completo. Riceveremo soccorritori grazie all’appoggio internazionale. È il momento di organizzarci come diaspora per portare sostegno. Continuerò a informare perché l’Italia ha diritto di sapere cosa accade realmente in Venezuela”. Il governo di Roma ha risposto con prontezza e umanità. Il capo della diplomazia e vicepremier Antonio Tajani ha annunciato che, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, “siamo al lavoro per inviare soccorsi”, assicurando che presto “partiranno personale di crisi e aerei dell’Aeronautica” e che “il Governo aiuterà il popolo venezuelano e la comunità italiana”. Anche l’ambasciata italiana a Caracas è coinvolta. L’Ambasciatore Giovanni Umberto De Vito ha confermato danni all’edificio, ma ha assicurato: “Siamo operativi, stiamo lavorando”, e alcuni cittadini con abitazioni danneggiate sono stati accolti presso la sua residenza. Caritas Italiana, in contatto con la rete locale, sta coordinando gli aiuti e la distribuzione di beni essenziali. Il direttore Don Marco Pagniello ha precisato che l’associazione “è vicina alla Chiesa venezuelana che si è messa al servizio della popolazione”, mentre, grazie alla tecnologia, molte vite di nostri connazionali sono state salvate dagli alert sismici inviati sui cellulari.

In questo dramma, l’Italia dimostra solidarietà verso la sua comunità storica in Venezuela, un legame profondo che oggi si rafforza con gesti concreti e interventi di emergenza pronti a partire per alleviare le sofferenze di un popolo che è anche nostro.


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