36enne portato a Santa Maria Maggiore
Un trentaseienne è stato arrestato a Venezia per aver violato le misure cautelari già in atto nei suoi confronti, legate a presunti atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato nella notte del 20 giugno, quando i Carabinieri del Nucleo Natanti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia.
L’uomo, già assoggettato a un divieto di avvicinamento e dimora nel comune di Venezia, avrebbe continuato a molestare la donna, ignorando le restrizioni imposte. La nuova misura cautelare rappresenta un’integrazione delle precedenti disposizioni, considerate insufficienti a garantire la sicurezza della vittima. La Procura della Repubblica di Venezia ha ritenuto necessaria una risposta più severa, data la reiterata violazione delle prescrizioni da parte dell’indagato.
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Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, il 36enne avrebbe continuato a contattare l’ex compagna e a recarsi nei pressi della sua abitazione, nonostante le chiare indicazioni legali di allontanamento. In passato, era già stato denunciato per aver ignorato il divieto di dimora, venendo sorpreso nei dintorni dell’appartamento della vittima e continuando a inviarle messaggi e telefonate insistenti. Questi comportamenti si inseriscono in un contesto più ampio di molestie che sarebbero iniziate dopo la fine di una relazione sentimentale tra i due, avvenuta tra settembre e novembre 2025.
Le molestie, secondo quanto riferito, si sarebbero intensificate dopo la rottura, con l’uomo che avrebbe adottato atteggiamenti sempre più minacciosi e intimidatori. L’episodio più recente, che ha portato all’arresto, ha visto il soggetto recarsi nuovamente sotto l’abitazione della donna, dove si sarebbe reso protagonista di urla e ingiurie nel tentativo di attirare la sua attenzione durante la notte.
Di fronte alla ripetuta violazione delle misure cautelari, l’autorità giudiziaria ha deciso di adottare una misura più incisiva. La valutazione dell’incapacità dell’indagato di rispettare le prescrizioni e la sua evidente indifferenza alle regole sono stati fattori determinanti nella decisione di disporre l’arresto. L’uomo è stato quindi trasferito alla Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le autorità competenti hanno sottolineato l’importanza di tali misure per prevenire ulteriori episodi di violenza e garantire la sicurezza della vittima. È fondamentale, in situazioni del genere, l’adozione di misure tempestive e rigorose per affrontare comportamenti persecutori, che possono avere gravi conseguenze sulla vita delle persone coinvolte. La custodia cautelare in carcere è vista come un passo necessario per interrompere il ciclo di violenze e molestie che ha caratterizzato la vicenda.
Attualmente, il procedimento penale è ancora in corso, e la colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata attraverso un processo regolare. Nel frattempo, l’attività investigativa prosegue, con l’intento di far luce su tutti gli aspetti della vicenda e garantire la giustizia per la parte offesa. La situazione rimane delicata e l’attenzione delle autorità è massima, al fine di prevenire ulteriori atti di violenza e tutelare i diritti della vittima.
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