Scoperta una nuova cimice asiatica in Veneto: preoccupazioni per l’agricoltura veneta
Una nuova specie di cimice asiatica è stata ufficialmente identificata in Italia, precisamente a Montegrotto Terme, nel Padovano. L’esemplare, una femmina adulta di Erthesina fullo, comunemente nota come “cimice gialla maculata”, è stato rinvenuto il 6 aprile scorso su un’auto parcheggiata in una zona urbana, catturando subito l’attenzione degli esperti per i potenziali rischi che potrebbe comportare per l’agricoltura locale.
La scoperta è stata confermata dai ricercatori dell’Università di Padova, che hanno effettuato analisi dettagliate per identificare l’insetto. Questo ritrovamento rappresenta il primo caso ufficialmente documentato della specie sul territorio italiano, ma non è il primo in Europa: negli ultimi anni, la cimice gialla maculata è stata segnalata in altri paesi, tra cui Albania e Grecia.
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L’insetto è noto per la sua capacità di spostarsi involontariamente tramite i canali commerciali e i trasporti internazionali. Viaggia su mezzi di trasporto, merci e attrezzature, rendendo difficile il controllo della sua diffusione. Dopo la segnalazione, sono stati attivati monitoraggi nell’area circostante, con controlli che si sono estesi per un raggio di circa 500 metri dal luogo del ritrovamento. Sono stati ispezionati alberi, siepi e giardini pubblici, alla ricerca di altri esemplari o possibili nascondigli.
Nonostante la scoperta, le ispezioni non hanno rivelato ulteriori cimici, lasciando aperta la possibilità che si tratti di un caso isolato. Gli esperti avvertono che, pur non essendo ancora chiaro se la cimice gialla maculata possa stabilirsi stabilmente nel nostro Paese, la situazione richiede attenzione, soprattutto in considerazione delle condizioni climatiche della Pianura Padana, che potrebbero favorire la sua diffusione.
Il ritrovamento coincide con il periodo di risveglio dell’insetto dopo l’inverno, momento in cui la specie torna a farsi attiva. Le temperature relativamente miti della regione possono creare un ambiente adatto alla sua proliferazione. Ciò è particolarmente preoccupante, considerando che la cimice gialla maculata si nutre di un’ampia varietà di piante, avendo mostrato predilezione per oltre 60 specie vegetali nei suoi habitat naturali. Tra le colture a rischio, ci sono kiwi, vite, agrumi, melo, pero, pesco, albicocco e ciliegio, tutte di grande importanza per l’agricoltura veneta e italiana.
Nonostante l’allerta, al momento non ci sono dati sufficienti per valutare l’impatto reale che questa cimice potrebbe avere sulle coltivazioni europee.
Gli studiosi sottolineano la necessità di ulteriori indagini per comprendere se l’insetto possa insediarsi in modo permanente e riprodursi nel territorio italiano.
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