Marche

«Il sabato notte chiudo, niente cornetti»


SENIGALLIA «La sicurezza prima di tutto». Con queste parole Nello D’Aquino, titolare della Croissanteria Dolce & Salato di via Sanzio, annuncia una decisione drastica ma ormai inevitabile: lo stop al servizio di vendita al pubblico la notte del sabato e in quelle di maggiore affluenza. Una scelta sofferta che priva i giovani di un punto di riferimento storico e riaccende i riflettori, di fatto mai spenti, su una deriva sociale non più sostenibile. 

Il rito

Il forno, che avvia la produzione all’una di notte per aprire la vendita diretta alle 2,30 fino alle prime luci dell’alba, è da sempre un rito per generazioni di ragazzi in cerca di un cornetto caldo. Tuttavia, la situazione è precipitata negli ultimi anni. Già nell’estate del 2024 un episodio gravissimo aveva imposto una prima battuta d’arresto: un giovane era entrato nel locale con un martello di 46 centimetri. «La scorsa estate abbiamo voluto riprovarci, anche perché c’era un’altra attività aperta di notte sul lungomare come noi, ma è stato un continuo chiamare le forze dell’ordine – aggiunge – adesso staremo qui a lavorare con la serranda abbassata. Mi dispiace perché sono bravi ragazzi per la maggior parte, ma per colpa di gruppi di giovanissimi, che cercano solo la rissa, siamo costretti a interrompere il servizio notturno. Lo facciamo proprio per l’incolumità dei clienti e nostra». Per D’Aquino, che fa questo mestiere da oltre 40 anni, il danno economico passa in secondo piano rispetto alla tutela di chi si trova nella sua attività. C’è però una profonda amarezza per una situazione fuori controllo: «Faccio le consegne la domenica mattina presto sul lungomare e lo scenario è desolante – conclude –, domenica scorsa ho visto ambulanze, ragazzi ubriachi. In 44 anni di lavoro notturno non ho mai visto una deriva simile e non sono dove andremo a finire». Il titolare lancia infine un appello alle istituzioni: «Le forze dell’ordine fanno il massimo, ma hanno le mani legate e le denunce servono a poco. Occorrono leggi e misure drastiche per arginare questo fenomeno. Bisogna avere il coraggio di affrontarlo».




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