autista rapinato con la pistola alla tempia
Due zone opposte della città, stessa notte di paura per chi guida i mezzi pubblici a Roma.
Il servizio di trasporto capitolino si trasforma ancora una volta in una trincea per i dipendenti Atac, costretti a fare i conti con la violenza criminale in periferia e con la totale inciviltà della sosta selvaggia a ridosso del centro.
Il bilancio della notte di martedì 23 giugno 2026 parla chiaro: un autista rapinato sotto la minaccia di una pistola e una conducente finita in ospedale per un attacco di panico dopo essere stata accerchiata e insultata dalla folla.
L’episodio più cruento si è consumato intorno alle 22:30 a Castelverde, estrema periferia est. Un autista di 48 anni, alla guida dello 045, aveva appena spento i motori al capolinea di via Ortona de’ Marsi.
Una sosta di routine, interrotta da un uomo che si è avvicinato per chiedere un banale orario. Sembrava una richiesta normale, ma era solo un sopralluogo.
Pochi istanti dopo, mentre il conducente era al telefono con la moglie, il malvivente è sbucato alle sue spalle. Gli ha puntato una pistola dritta alla tempia, urlando e pretendendo l’incasso.
Sotto shock, la vittima gli ha consegnato tutto ciò che aveva in tasca: un bottino misero, appena 20 euro, prima che il rapinatore fuggisse a piedi nel buio.
Il conducente ha guidato in stato di semicoscienza per un chilometro fino a largo Rotello, dove è riuscito a dare l’allarme al 112.
Soccorso dai Carabinieri di San Vittorino Romano e dal 118, è stato trasportato al Policlinico Casilino.
Immediata la protesta della Rsu Atac della rimessa di Tor Vergata: «In quell’area non si può lavorare, servono controlli fissi».
Ostaggio della sosta selvaggia per il concerto di Max Pezzali
Quasi contemporaneamente, al Villaggio Olimpico, un’altra conducente Atac stava vivendo un incubo di natura diversa ma altrettanto logorante.
Intorno alle 21:00, il suo autobus della linea 982 è rimasto letteralmente incastrato in via Unione Sovietica, paralizzato da decine di auto parcheggiate in tripla fila e sui marciapiedi. Erano le vetture degli spettatori diretti allo stadio Olimpico per il concerto di Max Pezzali.
La donna è rimasta intrappolata nell’abitacolo per oltre tre ore senza poter fare manovra. La Polizia Locale, interpellata a più riprese, era purtroppo satura a causa dei blocchi stradali e degli incidenti legati al maxi-evento.
La situazione è precipitata dopo la mezzanotte, al deflusso del concerto. Come denunciato da Giovanni Forti, consigliere municipale di Sinistra Civica Ecologista, alcuni automobilisti spazientiti dal blocco stradale se la sono presa con l’unica persona non responsabile del caos: la conducente.
L’autobus è stato circondato, coperto di insulti e investito da una pioggia di pugni contro i finestrini.
La violenza verbale della folla ha provocato il crollo psicologico della donna, colpita da un violentissimo attacco di panico e soccorsi solo dall’arrivo tardivo delle volanti di Polizia e del 118.
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