Rinnovo contratto scuola, Uil Scuola all’attacco su indennità 2013: “Servono due miliardi, ma per noi è punto irrinunciabile”

Prosegue all’Aran il tavolo per il rinnovo del contratto della scuola 2025-27, con i sindacati chiamati a confrontarsi con i rappresentanti del governo sulla parte normativa.
Ma l’ombra delle rivendicazioni economiche si è subito allungata sulla riunione, con la Uil Scuola Rua che ha rilanciato con forza la questione dell’indennità 2013.
Un contenzioso annoso che rischia di diventare il vero nodo politico della trattativa. A parlare è stato Paolo Pizzo, membro della segreteria nazionale della Uil, intervenuto ai microfoni di Orizzonte Scuola al termine dell’incontro.
Due sentenze della Corte, un conto da due miliardi
“Ci sono due pronunce della Corte dei Conti che pesano su questa partita”, ha spiegato Pizzo. “Una del 2015 e un’altra, molto più recente, del 2025, che ha demandato l’intera materia alla contrattazione nazionale”. La Corte, di fatto, ha stabilito che spetta alla trattativa sindacale definire i criteri per riconoscere quanto dovuto al personale della scuola per quell’anno.
Una cifra che i sindacati quantificano intorno ai due miliardi di euro. “Siamo consapevoli che servirebbero quasi due miliardi per recuperare interamente quelle somme – ha ammesso il sindacalista – ma siamo altrettanto consapevoli che a tutti i lavoratori della scuola è stato negato un diritto”. E su questo, per la Uil, non si transige: “Per noi diventa sicuramente un punto irrinunciabile”.
La sfida delle risorse: detassazione e manovra finanziaria
Il governo, però, dovrà trovare le coperture. E i sindacati hanno già le idee chiare su dove andare a cercarle. “Abbiamo già detto in sede della sottoscrizione economica del contratto che le risorse possono essere recuperate per esempio sulla detassazione degli aumenti contrattuali”, ha ricordato Pizzo, che ha poi aggiunto: “Abbiamo a breve la manovra finanziaria che può reperire ulteriori risorse”.
Una posizione che trasforma quella che appare come una rivendicazione meramente economica in una battaglia di principio. “Il 2013 resta un punto non solo economico – ha concluso il rappresentante della Uil – ma anche una rivendicazione da un punto di vista politico”.
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