Società

Lavoro e Scuola, la Generazione Z non si ferma mai: 1 studente su 2 guadagna già durante le vacanze

Il fenomeno raccontato dall’Osservatorio “Dopo il Diploma”: tra camerieri stagionali, creator digitali e piccoli imprenditori dell’e-commerce, i ragazzi delle superiori anticipano l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma il background familiare fa la differenza.

Il dato più eclatante? Il 34,5% del campione, composto da circa 1.500 alunni, dichiara di lavorare esclusivamente nei periodi di chiusura degli istituti, sfruttando principalmente l’estate per mettere da parte qualche soldo.

Un fenomeno che sfata lo stereotipo dello studente pigro incollato al divano, ma che rivela anche un’Italia a due velocità, dove il contesto familiare gioca un ruolo determinante. La ricerca, infatti, mostra che i figli di genitori diplomati sono i più attivi sul fronte lavorativo durante tutto l’anno (25,5%), superando sia i coetanei con genitori laureati (17,1%) sia quelli con genitori fermisi alla licenza media (20%). Al contrario, il tasso di inattività totale raggiunge il picco proprio tra i ragazzi con genitori laureati (50,6%) e con licenza media (53,3%).

Ma in cosa sono impegnati questi giovani lavoratori? Per la stragrande maggioranza (87,2%) si tratta di mestieri tradizionali: cameriere, bagnino, babysitter, insegnante di ripetizioni, istruttore di fitness. Un’occupazione che segue i ritmi della stagionalità e che, per molti, rappresenta un primo assaggio di autonomia finanziaria.

Tuttavia, a incuriosire è il restante 12,8%, che ha scelto di percorrere strade meno battute. Si tratta dei cosiddetti “nuovi lavori” dell’economia digitale. Tra questi, il commercio elettronico la fa da padrone: molti studenti gestiscono veri e propri e-commerce o si dedicano al dropshipping tramite piattaforme social. Subito dopo, spopola l’influencer marketing: creator, youtuber e tiktoker che monetizzano i propri follower attraverso collaborazioni con brand e sponsorizzazioni. Seguono, in classifica, l’informazione online con blog e canali editoriali, lo sviluppo di app e servizi web, fino a nicchie più specializzate come la cybersecurity, il gaming professionistico e persino il trading di criptovalute.

Numeri che dipingono una Generazione Z tutt’altro che passiva. Tra un banco e l’altro, questi ragazzi dimostrano una propensione al lavoro e all’indipendenza economica che sembra anticipare i tempi, trasformando le vacanze in un’occasione di crescita professionale e personale, sia che si tratti di indossare un grembiule dietro a un bancone, sia che si tratti di costruire un business da uno smartphone.


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