Interessi comuni e legami autentici contro la solitudine

Sempre più soli e con poche chance di socializzare, anzi. Rispetto al 2025 le persone che soffrono di solitudine sono passate dal 55% al 69% del totale mentre la percentuale di chi ritiene che conoscere gente nuova sia sempre più difficile è passata in dodici mesi dal 58 al 66%. Nel 41% dei casi, inoltre, le persone più importanti della propria vita vanno da una a un massimo di tre e solo il 20% degli adulti dichiara di avere una rete di relazioni profonde che arriva dal passato. A rilevarlo uno studio realizzato da WeRoad, tech company specializzata nei viaggi di gruppo, che ha coinvolto un campione di 5mila persone distribuite in 5 Paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia). Le ragioni principali di tale isolamento sarebbero da ricondurre alla riduzione delle occasioni spontanee d’incontro (47% dei rispondenti), alla mancanza di tempo (33%), alla difficoltà di prendere l’iniziativa (25%) e al timore d’essere giudicati, vittime di quella che gli esperti definiscono ansia sociale (21%).
Ad accrescere il bisogno di trovare nuovi ambiti di socialità avrebbe concorso, peraltro, anche la riduzione dei cosiddetti ‘third place’ (pub, café, centri comunitari ecc.), dove le persone s’incontravano senza per questo doverlo programmare. A raccoglierne in parte l’eredità, seppur lentamente, sono i ‘fourth space’, contesti basati sulla condivisione di interessi, identità e, soprattutto, esperienze. In primis di viaggio (45% degli intervistati), che precede quelle di lavoro e studio (33%), sport (29%) ed eventi (28%). In particolare, l’83% del campione afferma di sentirsi più aperto verso il prossimo quando viaggia, il 66% ha costruito un legame vero con qualcuno conosciuto in viaggio e il 52% giudica le relazioni nate in viaggio più autentiche di quelle di tutti i giorni.
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